Assenteismo negli uffici giudiziari: in due condannati a pagare i danni

31 Dicembre 2021

L’AQUILA. La Corte dei conti (sezione terza giurisdizionale centrale di appello) ha accolto parzialmente gli appelli e riformato la sentenza di primo grado condannando Luigina Oddi, 49 anni di...

L’AQUILA. La Corte dei conti (sezione terza giurisdizionale centrale di appello) ha accolto parzialmente gli appelli e riformato la sentenza di primo grado condannando Luigina Oddi, 49 anni di Trasacco, e Paolo Di Benedetto (48), di Sulmona, a risarcire lo Stato rispettivamente di 3.428 euro e 2mila euro. La Sezione giurisdizionale della Regione Abruzzo aveva condannato Oddi (appellante principale) al pagamento, in favore del ministero della Giustizia, di 1.428 euro a titolo di danno patrimoniale diretto e di 10mila euro a titolo di danno all’immagine e Di Benedetto (appellante incidentale) nei limiti di 10mila euro a titolo di danno all’immagine. I due erano rimasti coinvolti in un procedimento penale per presunti illeciti commessi come pubblici dipendenti: Oddi in qualità di funzionario di cancelleria al tribunale di sorveglianza dell’Aquila e Di Benedetto come funzionario del ministero della Giustizia in servizio, all’epoca dei fatti, nell’ufficio informatico della Corte d’appello dell’Aquila. Tra le ipotesi di reato contestate c’era «l’illecita attestazione degli orari di entrata e uscita dall’ufficio con scambio continuo di credenziali per l’accesso al computer personale di ciascuno di essi al fine di consentire loro di risultare regolarmente presenti in servizio mentre in realtà si trovavano in altri luoghi». Dopo tre gradi di giudizio in sede penale (tribunale ordinario dell’Aquila, Corte d’appello dell’Aquila e Corte di Cassazione) i due hanno presentato appello contro la sentenza del giudice contabile aquilano rispetto alla richiesta di risarcimento del danno all’immagine rilevando «la riduzione dei capi d’ imputazione, con sussistenza di condanna unicamente per le condotte di assenteismo» e «l’illegittimità della quantificazione operata dalla Procura contabile in ordine al danno finanziario in senso stretto». «In ordine all’importo», scrivono i giudici, «appare equo quantificare il danno nella misura del 20% richiesto dalla Procura, in conseguenza del triplice criterio (oggettivo, soggettivo e sociale)». «Va, pertanto, parzialmente accolta la richiesta delle parti appellanti con il danno da quantificare in 3.428 a carico di Oddi, di cui 1.428,00 per danno finanziario e 2mila euro per danno all’immagine e 2mila euro a carico di Di Benedetto a titolo di danno all’immagine. I due sono stati difesi dall’avvocato Diego Giannola. (f.d.m.)
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