Assenteisti, le punizioni affidate a una ditta esterna

Convenzione per esaminare le posizioni dei 46 impiegati sotto inchiesta I consiglieri Tirabassi, Perrotta e Ranalli criticano l’operato degli investigatori
SULMONA. Il Comune di affida a un’agenzia che fa capo all’Unione dei Comuni della Bassa romagna per risolvere la delicata vicenda dei dipendenti assenteisti. Sarà infatti una struttura esterna all’ente a decidere quali e quanti provvedimenti disciplinari adottare nei confronti dei 46 comunali finiti alla ribalta nazionale con l’accusa di essere assenteisti. La convenzione sottoscritta dal Comune al costo di 5.500 euro annui, affida compiti ben precisi che vanno dalla gestione dei provvedimenti disciplinari e relativi contenziosi, alla gestione del lavoro non derivante dai procedimenti disciplinari, fino a quello di servizio ispettivo. A dire il vero il Comune già dispone di un organismo deputato a irrorare provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti. Ma l’assessore Cristian La Civita, nel presentare la convenzione ha cercato di nascondere i reali motivi per i quali l’amministrazione per risolvere i problemi interni ha deciso di rivolgersi a una struttura esterna, affermando che la scelta sarebbe stata dettata dalla carenza di personale in cui versa il Comune. In realtà è che l’Upd (Ufficio provvedimenti disciplinari), in forza a Palazzo San Francesco e composto principalmente dai dirigenti del Comune, sarebbe chiamato ad adottare provvedimenti nei confronti degli stessi membri che ne farebbero parte. Secondo indiscrezioni trapelate da fonti investigative della Procura, anche i tre dirigenti comunali risulterebbero, a vario titolo, coinvolti nell’inchiesta dei furbetti del cartellino. Per le figure apicali del Comune si parlerebbe di mancato controllo nei confronti di quei dipendenti che avrebbero violato le regole, molto spesso alla luce del giorno, senza che nessuno prendesse provvedimenti nei loro confronti come prevede la legge. E la discussione tra opposizione e maggioranza si è accesa proprio su questo fronte facendo emergere che, anche all’interno del consiglio comunale, esistono opinioni divergenti sulla vicenda. L’ex assessore al Personale della giunta Federico, e attuale consigliere di maggioranza Mauro Tirabassi, si è schierato con i dipendenti puntando il dito sulla Finanza che avrebbe reso noto le carte troppo frettolosamente, dicendo che «gli eventuali avvisi di garanzia che dovessero essere notificati ai dipendenti non possono essere assimilati ad una condanna preventiva». Garantisti con i dipendenti comunali anche alcuni consiglieri di minoranza, come Francesco Perrotta e Fabio Ranalli. Quest’ultimo ha sottolineato «l’eccessiva leggerezza dimostrata dagli investigatori che hanno divulgato filmati prima della conclusione delle indagini».
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