Assergi e San Franco iniziative a otto secoli dalla morte

9 Febbraio 2020

Associazione locale punta al rilancio dell’attività del paese Predisposto un programma culturale fino a settembre

L’AQUILA. Assergi, alle falde del Gran Sasso, è uno dei borghi più belli dell’Aquilano. Il suo centro storico danneggiato dal sisma del 2009 è ancora lontano dall’essere ricostruito. Solo poche settimane fa, a quasi 11 anni dal terremoto, è spuntata la prima gru a segnalare che qualcosa si sta muovendo. Ma Assergi non è un paese fantasma, tutt’altro. Qui abitano persone legatissime al paese e alle sue tradizioni.
LE RELIQUIE DI SAN FRANCO. Questo è il paese dove ci sono le reliquie di San Franco, un santo detto d’Assergi anche se la sua memoria e la sua venerazione sono vive a Roio Piano, dove nacque nel XII secolo (la sua casa natale è oggi ridotta in macerie); a Lucoli, perché nel monastero di San Giovanni di Collimento restò 20 anni; ad Arischia, perché l’acqua di San Franco si trova in quel territorio; a Ortolano (frazione di Campotosto) che ha la chiesa a lui dedicata; a Forca di Valle nel Teramano dove viene festeggiato come patrono. La festa di San Franco è il 5 giugno, giorno della sua morte nell’eremo di Pizzo Cefalone e della sua sepoltura nella cripta della chiesa di Assergi (dedicata a Santa Maria Assunta) che è anche il Santuario di San Franco. La data esatta del suo passaggio ad altra vita non è certa. Gli storici la fanno risalire in un anno compreso fra il 1220 e il 1230. Quindi sono passati esattamente 8 secoli se si prende per buono il 1220.
L’ASSOCIAZIONE. Ad Assergi da tempo è nata un’associazione che ha messo a punto il “Progetto Ottocentenario” e sta curando una serie di eventi che vedranno il clou il 5 giugno, ma che andranno avanti fino all’autunno.
I MIRACOLI. A San Franco vengono attribuiti numerosi miracoli: salvataggi da frane, slavine, bufere di neve, caduta di alberi, animali feroci; soccorritore di boscaioli al lavoro e di coloro che attraversano gli aspri valichi della montagna. Alla sua figura sono legati i pellegrinaggi ai luoghi da lui toccati. In particolare, ogni anno, a giugno o agosto, gruppi di pellegrini si recano sulla sommità del monte San Franco dove c’è la sorgente d’acqua che egli fece scaturire miracolosamente, secondo la leggenda, per dissetare la vecchia madre che era andata a trovarlo. Oggi Assergi chiede a San Franco un altro miracolo, quello di ridare speranza e futuro a un borgo ferito dal sisma, ma che vuole rilanciarsi soprattutto attraverso il turismo, quello legato alla montagna e quello religioso.
CHIESA SANTUARIO. Ad Assergi la chiesa-santuario, che conserva nella cripta le reliquie di San Franco, è un vero gioiello d’arte. Sulle pareti e sulle colonne ci sono molti affreschi. Alcuni, risalenti ai secoli XV e XVI, sono attribuiti a Saturnino Gatti e a Francesco da Montereale. Dietro al tabernacolo del 1502 è conservato un affresco raffigurante una Pietà. C’è anche un’antica scultura lignea di San Franco.
RILANCIO SOCIO-ECONOMICO. L’Associazione nata per gli otto secoli dalla morte del Santo (presieduta da Ivana Fiordigigli e che conta importanti collaborazioni di studiosi di vari settori) ha fra i suoi obiettivi “la tutela della memoria come recupero dell’identità anche attraverso la riscoperta delle tradizioni religiose e popolari”. “L’Ottocentenario”, sottolineano i membri dell’Associazione, “non dev’essere solo un evento storico e religioso, ma deve offrire l’occasione per un rilancio economico e socio-culturale dell’ambiente montano ponendo l’attenzione su tematiche importanti e sentite come la sostenibilità e la tutela del territorio. Il nostro progetto intende coinvolgere un territorio vasto e si rivolge a tutti e in particolare agli amanti della montagna, ai devoti del Santo, ai cittadini che abitano i territori del Gran Sasso percorsi dal Santo nel suo peregrinare verso gli eremi. Inoltre, attraverso le attività in programma, il messaggio punta a uscire dai confini regionali per allargarsi a livello nazionale puntando a coinvolgere anche paesi di altri continenti”.
PROGRAMMA. Le attività in programma, che si svolgeranno in un arco di tempo che va sino a settembre 2020, prevedono convegni e seminari, realizzati con la collaborazione di Università, Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, Cai, Fai e deputazione di Storia patria. Ci saranno anche una giornata dedicata agli emigranti e un gemellaggio storico-religioso con i paesi di San Franco.
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