Assicuratrice a giudizio per calunnia

26 Febbraio 2016

Nei guai una donna che aveva accusato ingiustamente una collega d’aver rubato i soldi delle polizze

SULMONA. Era troppo brava a stipulare assicurazioni tanto che la sua collega d’ufficio, pur di danneggiarla, non avrebbe esitato a denunciarla per appropriazione indebita.

Accuse che si sono rivelate del tutto infondate e alla fine sotto processo ci è finita proprio lei, Cristina Presutti, 51 anni di Sulmona; la donna dovrà rispondere dell’accusa di calunnia.

La decisione è arrivata ieri al termine dell’udienza preliminare dal giudice Marco Billi. La prima udienza del processo è stata fissata al prossimo 4 ottobre. In particolare l’accusa per la responsabile del Settore persona dell’Agenzia della Cattolica Assicurazioni di Sulmona, è di avere, «con querela presentata in data 5 gennaio 2012 dinanzi ai carabinieri di Sulmona, incolpato, pur sapendola innocente, la sua collega d’ufficio, di reati di falso ideologico e appropriazione indebita, nei confronti della quale veniva instaurato procedimento penale che si è concluso con ordinanza di archiviazione».

La vicenda nasce da una pregressa collaborazione professionale tra l’imputata e la parte civile, U.L., anche lei di Sulmona, assistita nel procedimento giudiziario dall’avvocato Pierluigi Giampaolo. Entrambe nella stessa assicurazione ma sembrerebbe l’una più brava dell’altra a stipulare polizze.

Una rivalità sfociata con una querela presentata dalla Presutti nei confronti della collega incolpata di essersi appropriata del ricavato dei premi assicurativi versati dai clienti, senza corrispondere il dovuto incasso alla Società assicuratrice e, inoltre, di aver attestato ai carabinieri di Sulmona lo smarrimento di tagliandi assicurativi interessati al fine di giustificare il mancato incasso alla società. In seguito alla denuncia di Presutti, U.L. fu costretta a subire anche un procedimento disciplinare presso l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, con sede in Roma. Sia nel procedimento penale, sia in quello disciplinare, U.L. è stata prosciolta tanto che nell’udienza del 6 febbraio 2014, il giudice Ciro Marsella, oltre ad archiviare il procedimento penale a carico di U.L, dispose la trasmissione degli atti al pubblico ministero per valutare l’ipotesi di calunnia o archiviare. Di qui la fissazione dell’udienza che si è conclusa ieri mattina con il rinvio a giudizio della Presutti per un reato che, in caso di condanna, prevede pene abbastanza pesanti. (c.l.)

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