Assiste i poveri, ma è senza soldi

La Exin onlus procura cibo e vestiario a 100 famiglie
AVEZZANO. È stata in prima linea, per sei anni, nell'aiutare famiglie avezzanesi in difficoltà. Ma oggi si trova con l'acqua alla gola. E se il Comune non le dà una mano, la Exin onlus si vedrà costretta, suo malgrado, a interrompere l'assistenza a un centinaio di famiglie L'attività che l'associazione di volontariato esplica è davvero meritoria. Alle famiglie povere, oltre a fornire viveri e indumenti, assicura assistenza medico-specialistica. Per dare poi la possibilità a tanti ragazzi, che non hanno i mezzi, di proseguire gli studi, organizza eventi per raccogliere fondi da destinare a borse di studio. La Exin è impegnata anche sul fronte dell'integrazione dei cittadini extracomunitari, con la promozione di corsi di alfabetizzazione. Non perseguendo l'associazione fini di lucro, alle persone che vi si rivolgono, per avere assistenza, non viene chiesto alcun corrispettivo. Tuttavia le spese ci sono. Riguardano il trasporto e le bollette. La sede le è stata messa a disposizione gratis da un privato cittadino. Pretendere da questi volontari, che dedicano gran parte del loro tempo ad aiutare gli ultimi, che si paghino pure le bollette, sarebbe davvero troppo. Prima il Comune ha contribuito con una modesta somma, ma da aprile non tira fuori un centesimo. Il 6 novembre, per impedire che le derrate destinate dall'Ue alle famiglie bisognose, attraverso il progetto Fead/Agea, fossero finite altrove, la Exin ha presentato un elenco di ben 100 famiglie avezzanesi, per un totale di 300 persone. Elenco al quale dovrà seguire, entro febbraio, una scheda sulla situazione economica di ciascuna famiglia. Nel frattempo la richiesta al Comune, attraverso una lettera, del rinnovo della convenzione, scaduta a maggio, è rimasta senza risposta. Come quelle di un incontro con il sindaco Di Pangrazio. Tuttavia, la Exin, con senso di responsabilità, ha continuato l'erogazione di viveri alle famiglie disagiate. Fino a quando? È mai possibile che il Comune, nelle pieghe del proprio bilancio, non trovi qualche migliaio di euro per mettere questi volontari, che tanto fanno per gli emarginati della città, nelle condizioni di poter di pagare almeno le bollette?
©RIPRODUZIONE RISERVATA

