Assistenza sociale al via progetti per 200mila euro

Siglato l’accordo tra Comune e associazioni di volontariato Di Giovambattista: così realizzeremo il welfare di comunità
L’AQUILA. Un anno di sperimentazione in risposta ai nuovi bisogni della popolazione, poi la Rete locale di servizi di prossimità potrà rinnovarsi.
Il Comune dell’Aquila, nella persona dell’assessore alle politiche sociali Emanuela Di Giovambattista, 18 associazioni di volontariato, e il Centro servizi anziani, hanno siglato ieri una convenzione per l’attivazione di una rete pubblico-privata che ha lo scopo di portare tutti i servizi di assistenza il più possibile vicino al cittadino.
Tre le linee di intervento: mobilità sociale, sportelli d’ascolto, sostegno alla domiciliarità.
«Il progetto», ha spiegato l’assessore Di Giovambattista, «riguarda da una parte la costituzione della rete che ci consentirà di realizzare il welfare di comunità, dall’altra l’attivazione di percorsi nuovi che rispondono ai bisogni emergenti in modo flessibile. Con questo progetto risponderemo ai bisogni nati dal decentramento della popolazione e renderemo più facile l’accesso ai punto di servizio sociale».
La convenzione stipulata prevede una co-progettazione da parte di Comune e associazioni e la co-gestione dei progetti stessi. Per realizzare i progetti messi in cantiere ci sono 200mila euro, per la quasi totalità si tratta di fondi Comunali (una piccola quota arriva dalla Regione Abruzzo), di cui 148 mila saranno a disposizione della associazioni per effettuare i servizi. I restanti 52mila euro saranno di sostegno al reddito.
«Ma non saranno erogati in forma di denaro, saranno invece di tipo indiretto: pagamento bollette, acquisto farmaci e alimenti per le famiglie indigenti», ha spiegato Maria Elisabetta Di Cesare, funzionario psicologa del Comune, nel settore politiche sociali che metterà a disposizione della rete tutto il proprio personale. Nel dettaglio i progetti inseriti nella rete sono: il servizio di accompagnamento a chiamata per anziani; il centro coordinamento operativo servizi di mobilità sociale; il servizio di accompagnamento a chiamata per disabili o situazioni di fragilità sociale; l’accompagnamento alla nascita e sostegno alla genitorialità per nuclei familiari con bambini da 0 a 3 anni (sempre che si tratti di casi seguiti da servizio sociale); una rete di supporto a famiglie indigenti con sperimentazione di percorsi protetti di sostegno al reddito. Inoltre, il progetto prevede anche il doposcuola e attività socio educative per minori a rischio. E ancora, la sperimentazione sportelli telefonici di aiuto (numero verde Filo d’Argento per gli anziani, e numero per adulti in difficoltà che farà capo all’associazione 180 amici), gli interventi integrativi a domicilio riservati a persone con ridotta autonomia).
Tutti i progetti forniscono un supporto aggiuntivo rispetto ai livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas).
«Tutti i servizi sono attivati in via sperimentale e la loro caratteristica fondamentale è la flessibilità», ha aggiunto l’assessore alle Politiche sociali. «Vedremo, dopo questa prima fase, come rimodularli per essere sempre più vicini alle esigenze dei nostri concittadini».
Barbara Bologna
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