Assolti tre funzionari provinciali

25 Maggio 2018

Morte nel Fucino, cade l’accusa di omissione d’atti d’ufficio: non vi è stato un comportamento doloso

AVEZZANO. Assolti dall’accusa di omissione d’atti d’ufficio i tre funzionari della Provincia accusati della morte del barista Giuseppe (Bebbe) Asci. Sono stati rinviati a giudizio, il 20 novembre prossimo, per omicidio colposo, reato contestato all’automobilista Paolo Agabatini, 59 anni, di Lanciano, accusato di avere provocato l’incidente mortale. La tragedia che è costata la vita ad Asci, originario di Venere di Pescina, è avvenuta il 17 gennaio 2013. L’auto del 37enne, dopo l’urto con un altro veicolo, finì nel canale che scorre parallelamente alla Provinciale 20. Asci morì annegato. Per Francesco Fucetola, 66 anni, dell’Aquila, dirigente del settore viabilità della Provincia, Giacomo Continenza, 63enne, capo cantoniere, e Giuseppe Di Bernardini, 62 anni, di Cerveteri, è caduta l’accusa di omissione d’atti d’ufficio. Come chiariscono i loro legali, gli avvocati Roberto Verdecchia, Carlo Polce e Ferdinando Paone: «Il gup ha mandato assolti i funzionari provinciali per il reato di omissione di atti di ufficio per la mancata predisposizione di misure e accorgimenti atti a evitare eventi mortali. Ciò sul rilievo che non si è avuto un comportamento doloso. In particolare è stato dimostrato che i funzionari non hanno disatteso l’obbligo di adottare cautele quali la realizzazione di un guard rail che avrebbe impedito all’auto di finire nel canale. Dunque, non vi è stata violazione di legge e omissione di atti d’ufficio. Il rinvio a giudizio ha riguardato la sola cooperazione con il conducente del veicolo, accusato di omicidio colposo. Nel dibattimento che seguirà i funzionari avranno modo di chiarire del tutto la loro posizione processuale». (r.rs.)
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