Assunzione di Amorosi, cadono le accuse

Respinto il ricorso della Procura: confermato il proscioglimento dell’ex sindaco Federico e di altri 8
SULMONA. Rigettato in via definitiva il ricorso presentato dalla Procura di Sulmona sull’assunzione a scavalco a Palazzo San Francesco del dirigente Tiziano Amorosi. La Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti confermato la sentenza di non luogo a procedere emessa nel 2017 dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona. Sotto inchiesta erano finiti l’ex sindaco Fabio Federico e altre otto persone fra ex amministratori comunali, funzionari, attuali ed ex dirigenti di Palazzo San Francesco.
Il caso riguarda l’assunzione a tempo determinato dell’ex dirigente della Provincia, Tiziano Amorosi. Pesanti le accuse: peculato, falso in atto pubblico, usurpazione di funzioni e appropriazione indebita erano i reati contestati, a vario titolo, all’ex sindaco Fabio Federico, all’allora assessore Mauro Tirabassi, ai segretari generali di palazzo San Francesco, Angela Graziani e Franca Colella, a Tiziano Amorosi, all’attuale dirigente di Palazzo San Francesco, Filomena Sorrentino e alle funzionarie Fragolina Di Ianni (nel frattempo andata in pensione), Stefania Spinosa e Elisabetta Salsedo. Secondo il castello accusatorio, messo su dal sostituto procuratore Aura Scarsella, l’amministrazione Federico, per affidare l’incarico al dirigente, avrebbe cambiato il regolamento sugli uffici pubblici e in un modo che la Procura aveva ritenuto illegittimo si sarebbe riconosciuto ad Amorosi un salario, tra Provincia e Comune, di circa 76mila euro, attestando inoltre, sempre secondo l’accusa, un contratto inesistente. Ma nell’udienza preliminare del 21 settembre 2017 il giudice prosciolse gli imputati ordinando il non luogo a procedere. La Procura non si è arresa proponendo ricorso prima in Cassazione e poi in Corte d’Appello dove la Suprema Corte aveva rinviato le carte. Ieri nel secondo grado di giudizio si è scritta la parola fine con la conferma della sentenza del gup. (c.l.)
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