Assunzioni in municipio, lo scontro è politico

18 Marzo 2022

L’opposizione: candidature presentate da noi, così abbiamo smascherato le false promesse

SAN VINCENZO VALLE ROVETO. Le auto candidature al Comune di San Vincenzo per due posti di lavoro si trasformano in un caso politico. E l’opposizione consiliare interviene. Nei giorni scorsi, l’Ufficio protocollo dell’Ente si è visto recapitare una quindicina di richieste di altrettanti cittadini pronti a mettersi a disposizione per occupare due posti vacanti a seguito del pensionamento – uno già avvenuto, l’altro imminente – all’interno dell’Ente. Le pratiche sono state presentate dai consiglieri di opposizione. Con relativa condanna dalla maggioranza. «La minoranza amministrativa non crea fake news», tengono a precisare i consiglieri d’opposizione Gianni D’Orazio, Paolo Di Cicco e Giulio Lancia, «cerca, invece, di fare azioni di pulizia preventiva in modo che la maggioranza non possa dare seguito alla miriade di promesse che sono state fatte a persone loro simpatizzanti durante la campagna elettorale, vedi quanto accaduto in tema di posto di lavoro presso il Comune all’avvenuto pensionamento degli attuali due operai comunali. Spiace per chi ci ha creduto, che non si è reso conto che se veramente avevano intenzione di assumerli, avrebbero potuto da tempo rimpiazzare il primo dei due operai, già andato in pensione, con un assunzione temporanea per urgenza, creando l’aspettativa concreta al malcapitato che oggi respira il fumo acre della fregatura». Secondo i consiglieri di opposizione un risultato è stato già ottenuto: «Abbiamo costretto i signori delle facili promesse a manifestare l’intenzione di dover rimpiazzare il personale comunale secondo i canoni di legge e non secondo quello che gli era congeniale. Tutti gli aventi diritto dovranno partecipare a concorsi pubblici; la mossa preventiva da noi avanzata è servita a scongiurare che potessero assumere temporaneamente persone di comodo per creare loro punteggio valido per il possibile concorso seguente, annientando di fatto il diritto equanime che compete a tutta la popolazione». I rappresentanti della minoranza «gioiscono per il ritrovato senso di democrazia a cui ha ricondotto l’amministrazione comunale disorientata e frastornata». (e.b.)