Assunzioni LFoundry, la Fiom prudente

31 Luglio 2022

De Sanctis: i 18 contratti fatti dall’agenzia interinale e non dall’azienda dove c’è troppo precariato

AVEZZANO. C’è ancora troppo precariato alla LFoundry. A denunciarlo è la Fiom-Cgil che, dopo la notizia della stabilizzazione di 18 dei 100 dipendenti in somministrazione licenziati qualche mese fa, ritiene ci sia ancora troppa precarizzazione nell’azienda più grande del territorio. «I 18 precari sono stati assunti dall’agenzia interinale a tempo indeterminato e sono in missione alla LFoundry», ha chiarito Elvira De Sanctis, segretaria provinciale della Fiom, «dunque, anche se un po’ meno, sempre precari sono. Peraltro questi lavoratori sono assunti part-time e con inquadramento inferiore a quello dei dipendenti diretti LFoundry. Questa combinazione di fattori determina ancora una volta uno stato di lavoro povero». Secondo De Sanctis, «se un piccolo passo è stato fatto, rimane in piedi il piano dall’azienda di voler precarizzare alcuni ambiti produttivi, a danno innanzitutto degli stessi lavoratori precari, ma anche dell’intero stabilimento che vede minata la sua solidità. I lavoratori precari non fanno parte dell’organico di LFoundry: oggi ci sono e domani potrebbero non esserci. Il fatto che LFoundry ancora non sia disponibile a condividere con il sindacato un percorso strutturato e serio di stabilizzazioni, ma opti per agire in modo unilaterale, non fa che confermare le ipotesi di precarizzazione di alcuni ambiti produttivi».
De Sanctis che ha deciso di non sottoscrivere nei giorni scorsi il documento per i contratti di espansione – il cui pre- accordo era stato siglato da Roberto Di Francesco in qualità di rsu – si è rivolta anche alle istituzioni locali insieme ad Andrea Frasca della Nidil- Cgil chiedendo di aprire il tavolo convocato sulla vertenza dei 100 precari anche ai vertici del sito.
«Prendiamo atto positivamente dell’impegno preso dagli esponenti politici di allargare la vertenza coinvolgendo sindaci e amministratori del territorio», hanno evidenziato i sindacalisti, «non si può non sottolineare che nei futuri incontri non si potrà prescindere dalla presenza della parte datoriale. Il tavolo non ha potuto fare altro che fotografare la drammatica situazione dei lavoratori dello stabilimento in regime di lavoro precario. LFoundry rappresenta un patrimonio industriale collettivo dell’intero Abruzzo. La responsabilità dei vertici aziendali non è solo economica, ma anche sociale rispetto a scelte sulla politica occupazionale». (e.b.)
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