«Assurdo il canile a cielo aperto al Parco del Castello»
L’AQUILA. Canile-bis al Castello, no grazie. La presenza delle cucce a ridosso dell’Auditorium non piace a tutti. Ecco la riflessione della lettrice del Centro Letizia Gramellini. «Un cittadino,...
L’AQUILA. Canile-bis al Castello, no grazie. La presenza delle cucce a ridosso dell’Auditorium non piace a tutti. Ecco la riflessione della lettrice del Centro Letizia Gramellini. «Un cittadino, dalle colonne di questo giornale, nel segnalare “la situazione assurda creatasi nel Parco del Castello-Fontana Luminosa, succursale del canile comunale”, e chiedendosi “possibile che il turista che tanto invochiamo, recandosi al Castello deve in primis ammirare un canile e poi vedere il resto?”, domandava: “possibile che nessuno dell’amministrazione ha notato questo stato?”. Posso fornire chiarimenti. Quest’argomento (con altri inerenti al decoro della città) è stato, nel corso degli ultimi 4 anni, ripetutamente portato all’attenzione dell’amministrazione. I numerosi incontri con gli assessori e i vari dirigenti hanno portato alla conclusione (francamente incredibile!) che l’unica soluzione è quella di attendere che il problema si risolva da solo……! Non resterebbe quindi che assistere impotenti, continuando a domandarsi in quale altro posto al mondo sia istituzionalizzata la presenza di un canile a cielo aperto nel cuore della città. È ovvio che segnalazioni e rimostranze dei cittadini, come giustamente segnalava il “cittadino aquilano”, nulla hanno a che fare con mancanza di rispetto e amore per gli animali. Anzi! Continuare a segnalare, con orgoglio di aquilani desiderosi di ritrovare la propria Città, una delle tante “situazioni indecorose”, cercare di reagire al degrado in cui siamo precipitati, non rassegnarsi di fronte ai mille risvolti di una realtà inaccettabile, costituisce, a mio parere, un dovere civico al quale non possiamo abdicare, animati da spirito di piena collaborazione con un’amministrazione oberata da enormi problemi. Ma è indispensabile che tutto ciò non continui a essere un dialogo tra sordi».

