Atc-Enalcaccia, doppiette e veleni
Di Domenico: «Mai interpretato le regole, pronti a segnalare abusi»
AVEZZANO. Il settore della caccia non trova pace: il presidente dell’Atc di Avezzano, Giacomo Di Domenico, punta il “dito” contro il vicepresidente provinciale di Enalcaccia, Nicola Cerone, e rinvia al mittente le accuse di scarsa trasparenza. «Probabilmente è disinformato», replica Di Domenico, «premesso che nella Marsica ci sono due Atc e dal suo intervento non si capisce bene a quale si rivolga, regole e modalità per la caccia di selezione al cinghiale, al contrario di ciò che afferma Cerone, sono dettate dalla Regione con appositi provvedimenti. Regione che non ha demandato alcunché agli ambiti territoriali di caccia chiamati solo ad applicarli». Nessuna interpretazione, quindi, «tantomeno nessuna ambiguità», aggiunge Di Domenico, «e soprattutto nessun regolamento da parte dell’Atc Avezzano. Come ogni anno e con il voto favorevole dell’Enalcaccia, che ringrazio, è stata istituita l’area cinofila temporanea sul territorio dell’Atc Avezzano, con esclusione della Zona di protezione esterna del Parco d’Abruzzo e delle zone di rispetto di Ortona, Aielli e Monte Labrone a Trasacco, tenendo ben presenti le aspettative del mondo agricolo e della necessaria tutela delle colture, dei cinofili e dei selecontrollori, il tutto nel rispetto delle norme». Di Giacomo, però, parla solo a nome degli iscritti. «Se qualcuno, approfittando dell’assenza di ogni forma di sorveglianza ritiene di fare il comodo suo violando ogni regola», conclude, «non è certo colpa dell’Atc. Contiamo su correttezza e responsabilità di cacciatori cinofili e selecontrollori, ma siamo pronti a intervenire se verranno segnalati abusi». (m.s.)
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