Ateneo, per il 2015 la rettrice punta su creatività e ricerca

8 Gennaio 2015

L’AQUILA. «Un programma di sviluppo dell’Università pensato come contributo al progresso economico e sociale della sua area di riferimento». È con questo obiettivo che la rettrice Paola Inverardi ha...

L’AQUILA. «Un programma di sviluppo dell’Università pensato come contributo al progresso economico e sociale della sua area di riferimento». È con questo obiettivo che la rettrice Paola Inverardi ha elaborato le linee strategiche e le schede di programmazione per il 2015: un ampio documento che sarà presentato questa mattina in una conferenza stampa

«L’idea guida, spiega la rettrice, «è quella di un Ateneo inteso come laboratorio di creatività, che si faccia agente attivo di sviluppo locale, valorizzando il proprio patrimonio di competenze, mettendolo al servizio della comunità e formando i suoi giovani (studenti e ricercatori) alla capacità di intraprendere nuove iniziative in campo culturale, economico e sociale». Quattro i punti fondamentali delle schede: la formazione, la ricerca, lo sviluppo locale e l’organizzazione dell’Ateneo. Per quanto riguarda il primo, oltre alla collaborazione con le scuole superiori viene analizzata anche l’offerta formativa, gli interventi contro l’abbandono degli studenti, l’attrazione di studenti stranieri. L’obiettivo, infatti, è aumentare il numero di questi ultimi, anche per offrire agli studenti nuove opportunità. In materia di ricerca, invece, molta attenzione è riservata al capitolo dottorati.

«È necessario ripensare i dottorati di ricerca che dovranno avere una visione internazionale». Nella sezione dedicata allo sviluppo locale, le linee di indirizzo analizzano la possibilità di realizzare un incubatore della creatività a palazzo Carli: «Un centro di aggregazione e incrocio tra attività culturali diversificate. Il restauro dell’edificio potrebbe essere organizzato con criteri e tecniche innovative. Altra novità è la creazione di un centro di documentazione e ricerca sulle catastrofi naturali, per il quale è prevista una sede permanente in centro, magari in uno dei palazzi, da ristrutturare, di proprietà dell’Ateneo. Un programma più articolato potrà nascere soltanto», conclude la rettrice, «dalla più ampia consultazione con tutti i soggetti interessati».

Michela Corridore