Ater, una nuova epoca per le case popolari

Il presidente Isidori: «Basta casermoni, dobbiamo puntare sulla riqualificazione energetica e sismica»
L’AQUILA . «Una grande rivoluzione ci attende: ridare dignità e centralità all’edilizia residenziale pubblica attraverso la riqualificazione sostenibile»: questo il messaggio lanciato da Isidoro Isidori, presidente dell’Azienda territoriale edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila, al corso del convegno nazionale “La ricostruzione post-sisma nell’edilizia residenziale pubblica”, che si è tenuto ieri nella sala del consiglio regionale. Secondo Isidori «non ci si può limitare a gestire il patrimonio esistente», ma le Ater devono «essere le protagoniste di una grande opera di rigenerazione urbana, sociale ed ecologica dalle periferie ai centri storici». Per questo «servono semplificazione e certezza normativa».
Al fianco di Isidori, Riccardo Novacco e Patrizio Losi, rispettivamente presidente e direttore nazionale di Federcasa, e Maria Ceci, presidente Federcasa Abruzzo e presidente Ater di Teramo. Tra i relatori anche Vincenzo Cerulli Irelli, professore ordinario di Diritto amministrativo; Giovanni Legnini, commissario straordinario per la ricostruzione; Salvatore Provenzano, direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila; l’economista Alberto Bagnai, deputato della Lega.
Al centro del confronto il “laboratorio L’Aquila”, dove il sisma del 2009 ha imposto la sfida della ricostruzione del patrimonio pubblico. L’Ater aquilana è impegnata in tutta la provincia a gestire 4.674 alloggi, ad un canone medio di 56 euro al mese per gli inquilini, di 320 euro per i canoni concordati.
«Nell’ambito non solo della ricostruzione», ha spiegato Isidori, «stiamo applicando una nuova filosofia, quella del “nuovo abitare” per gli abitanti di quelle che una volta erano chiamate case popolari, dicendo basta a ghetti e casermoni». In tal senso, sono stati verificati 300 immobili ai fini della riqualificazione energetica e sismica a valere sul super bonus al 110%.
«Sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica», ha detto Legnini, «conosco difficoltà ma anche buone prassi messe in campo nel cratere 2009, grazie all’Ater dell'Aquila. Nel cratere 2016 abbiamo già realizzato 316 interventi per 300 milioni, e stiamo procedendo per altri 100 interventi, adottando ordinanze in deroga, per serrare in tempi. Ma una priorità in Italia è la messa in sicurezza sismica anche di tutti gli edifici, compresi quelli di residenzialità pubblica, anche se non danneggiati, e che insistono in zone a rischio».(a.r.)

