Attentato a Ciciotti, analogie con un altro rogo

Nell’aprile scorso il tentativo di incendiare un negozio di fiori a Celano, fu utilizzato sempre dell’olio
CELANO. Indagini serrate, quelle che stanno portando avanti i carabinieri della compagnia di Avezzano, per far luce sul rogo che ha distrutto il casolare del consigliere comunale Ezio Cicciotti su Colle Felicetta a Celano. Un attentato intimidatorio in piena regola.
Gli inquirenti stanno indagando per capire se vi siano connessioni con un tentato incendio nell’aprile scorso, anche quello a scopo intimidatorio e doloso, che solo per poco non distrusse un negozio di fiori che sta per essere inaugurato nei pressi del cimitero comunale. Come nel caso di Ciciotti, l’autore o gli autori hanno utilizzato dell’olio. Saranno eseguite analisi per accertare la compatibilità dei liquidi infiammabili. L’incendio ai danni della struttura di proprietà del consigliere comunale celanese ha provocato una forte reazione di condanna in città. Tantissimi gli attestati di solidarietà e vicinanza nei confronti di Ciciotti, arrivati da cittadini, politici e rappresentanti istituzionali del territorio.
A giorni verrà anche indetta un’assemblea pubblica per affrontare la vicenda e per fare il punto sulla sicurezza in città. «Celano non è una città né mafiosa né tantomeno omertosa», afferma Ezio Ciciotti, «a breve verrà organizzata un’assemblea nella quale non solo si discuterà di questi fatti, ma si procederà anche alla creazione di un Comitato cittadino permanete che si occuperà delle tante situazioni che purtroppo si sono registrate a Celano».
Ciciotti ha ringraziato quanti in queste ore lo hanno contattato: «È doveroso fare un ringraziamento alle forze dell’ordine, ai carabinieri di Cerchio e Celano e della compagnia di Avezzano, alla polizia locale, ai vigili del fuoco, per quello che hanno fatto e stanno facendo. La nostra città ha bisogno di una maggiore presenza soprattutto di carabinieri, la caserma, nonostante sia sotto organico, opera in maniera eccellente, ma i pochi militari in servizio non possono certo sopperire alle tante emergenze. Per tale motivo torneremo a chiedere con forza l’istituzione di una tenenza dell’Arma».
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