Attentato all’auto della figlia del pm

8 Dicembre 2017

Distrutta la Citroen C3 di Giuditta Leone, si indaga su eventuali collegamenti tra il rogo e il lavoro della Scarsella

SULMONA. Torna in azione il piromane e a un mese di distanza dall’ultimo episodio incendiario un’altra auto va a fuoco in via Pola. Questa volta però l’incendio che ha distrutto una Citroen C3 potrebbe riflettere ombre inquietanti. L’autovettura data alle fiamme appartiene a Giuditta Leone, la figlia del sostituto procuratore Aura Scarsella. Un particolare questo che potrebbe aprire scenari diversi rispetto ai roghi precedenti, anche se secondo la squadra anticrimine che sta indagando sull’episodio, l’incendio di ieri notte potrebbe, in qualche modo avere collegamenti soprattutto con l’ultimo di via Avezzano dove andarono a fuoco due auto di residenti. E proprio per la delicatezza del caso che il procuratore capo Giuseppe Bellelli ha assunto il coordinamento delle indagini affidate, come detto alla squadra anticrimine del commissariato. Si seguono sia la pista del piromane, che da anni si diverte ad appiccare il fuoco alle auto in sosta nel triangolo tra via Avezzano, via XXV Aprile e viale dei Cappuccini, sia quella più allarmante ancora di un nesso tra il nuovo rogo e le indagini che il sostituto procuratore Scarsella sta conducendo, le ultime sul delicato caso della tragica fine del generale dei carabinieri della forestale Guido Conti. Né del resto sono escluse altre ipotesi, che potrebbero riguardare questioni più strettamente legate alla proprietaria dell’auto e al suo compagno.
Con l’ennesima autovettura andata a fuoco in nottata si è intanto ripetuto un sinistro rituale. Intorno alle 2.30 i residenti hanno avvertito un sibilo e poi un boato. Le fiamme divampate si sono propagate in parte anche alla vettura parcheggiata accanto a quella distrutta dal rogo danneggiando la parte laterale sinistra e il parafango anteriore, fino a lambire i balconi della palazzina. Sul posto con i vigili del fuoco che hanno subito domato il rogo sono intervenute due pattuglie della polizia, e poi la squadra anticrimine e gli uomini e le donne della scientifica per i primi rilievi del caso. L’auto incendiata è stata posta sotto sequestro e affidata alla custodia di un deposito giudiziario. L’obiettivo è quello di eseguire controlli più approfonditi sull’auto per cercare di scoprire ulteriori elementi che potrebbero portare all’identificazione del piromane.
Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori sono finiti anche i filmati del circuito di videosorveglianza cittadino e quelli impressi dalle telecamere dei distributori di benzina cittadini dove il piromane avrebbe potuto prelevare il carburante poi utilizzato per incendiare l’auto della figlia del magistrato.
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