Attentato incendiario, spunta un testimone

Ascoltato dagli inquirenti, può aver fornito dettagli su chi ha bruciato l’auto all’avvocato Cotturone
CELANO. Spunta un testimone nell’indagine sull’attentato incendiario ai danni dell’auto dell’avvocato celanese Lucio Cotturone. Testimone, ascoltato dagli inquirenti, che potrebbe aver fornito elementi utili a identificare l’autore o gli autori del raid incendiario. Sulla vicenda viene mantenuto il massimo riserbo, ma la persona ascoltata si sarebbe presentata dai carabinieri dopo l’appello dello stesso legale marsicano, pronto a mettere una taglia da 20mila euro a favore di chiunque possa fornire notizie utili agli accertamenti. «Le forze dell’ordine e il procuratore stanno facendo un lavoro certosino e meticoloso, senza nulla lasciare al caso», aveva sottolineato Cotturone solo qualche giorno fa, «ma per offrire il mio supporto, sono intenzionato a mettere una cosiddetta taglia sul piatto, quella che in giurisprudenza si chiama promessa al pubblico, per chi fornisca anche agli inquirenti delle informazioni utili alla individuazione del responsabile o dei responsabili. La cifra potrebbe aggirarsi sui 20.000 euro. L’individuazione è necessaria per la tranquillità della comunità di Celano».
I carabinieri si stanno muovendo in più direzioni e si sta seguendo una pista ben precisa. Tanto che c’è un sospettato. L’episodio è avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 dicembre dell’anno scorso in via Fontanelle, nel centro storico di Celano. La macchina bruciata, una Audi A3, era parcheggiata nei pressi dell’abitazione dell’avvocato penalista. L’inchiesta viene coordinata dal sostituto procuratore Elisabetta Labanti, mentre le indagini vengono condotte dai carabinieri della stazione di Celano, agli ordini del maresciallo Pietro Finanza.
La matrice dolosa del rogo è stata accertata fin dall’inizio e ciò che resta della vettura è sotto sequestro. Non è trapelato se l’attentato sia maturato negli ambienti lavorativi del penalista oppure nella sfera personale.
Lucio Cotturone, 41 anni, anche istruttore di taekwondo, nonché molto attivo in ambito sociale, resta sotto tutela a scopo precauzionale, come disposto dalla prefettura dell’Aquila all’indomani dell’attentato incendiario.
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