Atti persecutori, prosciolti madre e figlio

4 Febbraio 2016

L’AQUILA. Il gup del tribunale ha prosciolto due persone, madre e figlio, dall’accusa di avere perseguitato un avvocato per motivi personali e di confine. Nonostante le richiesta di processo avanzata...

L’AQUILA. Il gup del tribunale ha prosciolto due persone, madre e figlio, dall’accusa di avere perseguitato un avvocato per motivi personali e di confine. Nonostante le richiesta di processo avanzata dal pm e dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Attilio Cecc hini, il giudice ha scagionato il 49 anni, M.T. e la madre, L.F. (74) per i fatti che si sarebbero svolti nella località Cerritola situata tra le frazioni di San Vittorno e Coppito. Il denunciante ha sostenuto, esibendo anche delle fotografie, di essere diventato bersaglio di minacce e comportamenti a suo dire tanto scorretti da intimorirlo e indurlo a non frequentare più quel luogo dove ha delle proprietà. Oppure da starci soltanto in compagnia di altre persone che, in caso di necessità, avrebbero potuto aiutarlo.

Questo condizionamento a modificare le proprie abitudini configura, in astratto, il reato di atti persecutori.

Ma il giudice ha sostenuto che il fatto non costituisce reato per cui il caso potrà andare avanti ma solo se il pm intenderà insistere nella sua azione penale. Si è trattato di un caso molto controverso e, infatti, il giudice si è preso una giornata di tempo per emettere il verdetto.

Nel corso del giudizio gli imputati sono stati assistiti dall’avvocato di fiducia, Fabio Alessandroni.

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