Auditorium a pezzi, si fa avanti Fanfani

24 Ottobre 2018

Il presidente della Fondazione Carispaq: abbiamo manifestato la nostra disponibilità, sono in corso incontri con il Comune

L’AQUILA. La Fondazione Carispaq si fa avanti per la gestione dell’Auditorium del Parco del Castello. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente Marco Fanfani, a margine della conferenza stampa di presentazione della rassegna “Scrittori al Centro”.
Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma Fanfani ha lasciato intendere che con il Comune (proprietario della struttura) è già stata avviata un’interlocuzione, che sarebbe già a una fase avanzata.
«Abbiamo scritto all’amministrazione per manifestare la nostra disponibilità», ha detto Fanfani. «In questo momento sono in corso degli incontri. È chiaro che il Comune dovrà attivare tutte le procedure che si seguono in questi casi e che probabilmente dovrà pubblicare un bando o un avviso pubblico».
Dal 2012, tuttavia, da quando cioè l’Auditorium è stato inaugurato, non si è ancora trovato un soggetto – pubblico o privato – o un ente morale che si sia mostrato disposto ad accollarsi gli alti costi di gestione, che si aggirano sui 100mila euro l’anno (tra utenze, manutenzione ordinaria e straordinaria, servizio di pulizia e sorveglianza). Anche l’accordo che l’amministrazione comunale aveva siglato a suo tempo con la società concerti Barattelli per cederle l’affidamento non è mai stato convertito in una convenzione vera e propria, nonostante due delibere di giunta approvate nel 2014 nelle quali erano stati approntati un disciplinare e un tariffario.
Alla luce di tutto questo, per non fare un altro buco nell’acqua, il Comune potrebbe anche optare per un affidamento diretto, sfruttando il fatto che la Fondazione è un ente senza scopo di lucro.
«Una cosa è certa», ha detto Fanfani, «non si può più lasciare l’auditorium in queste condizioni. Ci sarebbe bisogno di avviare un’opera di manutenzione e andrebbe fatto anche un nuovo regolamento per limitarne l’uso alle sole attività culturali, visto che oggi c’è quasi tutti i giorni un’iniziativa e che spesso la struttura viene utilizzata in maniera impropria».
In questi anni il Comune, che non ha né risorse economiche né personale dedicato per la gestione, non è mai intervenuto e il risultato è che i segni di usura dell’edificio iniziano a essere visibili, sia all’esterno (legno deteriorato, colori sbiaditi) che all’interno (problemi all’impianto elettrico e a quello di riscaldamento-climatizzazione).
Anche il bar del foyer, che avrebbe potuto rappresentare una fonte di guadagno e i cui introiti avrebbero potuto essere utilizzati per ammortizzare almeno in parte le spese di gestione, è rimasto chiuso (cosa che ha creato anche non pochi disagi ai fruitori della struttura) perché l’amministrazione comunale non è riuscita a fare un bando per l’affidamento.
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