Auditorium, soliti vandali Santilli: «Presto i cancelli»

CELANO. Muri imbrattati, maniglie delle porte esterne rotte, sporcizia. Si presenta così l’ingresso laterale dell’auditorium “Enrico Fermi” di Celano. Da tempo, la casa della cultura della città...
CELANO. Muri imbrattati, maniglie delle porte esterne rotte, sporcizia. Si presenta così l’ingresso laterale dell’auditorium “Enrico Fermi” di Celano. Da tempo, la casa della cultura della città viene scambiata da qualche balordo per un posto dove bivaccare e dar sfogo a inutili bravate.
Una situazione che non è passata inosservata a tantissimi cittadini. In più occasioni, soprattutto quando all’interno del palazzo della cultura ci sono manifestazioni, sono stati segnalati episodi di degrado. L’ingresso laterale dell’auditorium rimane un po’ all’interno e per accedervi bisogna attraversare un piccolo viale. Luogo che di notte viene frequentato da diversi ragazzi. Qualcuno di loro ama passare il tempo a fare danni.
Sull’argomento è intervenuto il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli.
Il sindaco, appena insediato, ha fatto capire di non voler transigere sugli atti vandalici che danneggiano l’arredo urbano. «Sono a conoscenza di quanto accaduto all’auditorium», ha tuonato il sindaco, «come prima cosa ho intenzione di ripristinare i cancelli che delimitavano la struttura già nella sua origine, quindi ridargli definitivamente la sua forma originale. Cancelli che serviranno a non far accedere questi individui nelle zone meno esposte. Inoltre, sto lavorando per rendere efficiente al cento per cento il sistema di videosorveglianza e soprattutto voglio che le immagini siano sempre visionate. Se qualcuno dovesse venire sorpreso a fare danni pagherebbe di tasca propria: non si faranno sconti a nessuno».
Santilli ha fatto sapere che il perfetto utilizzo della videosorveglianza dovrà riguardare tutte le zone dove le videocamere sono state posizionate. «Celano non è una città dove vige l’anarchia», ha concluso il sindaco, «ci sono le regole e noi come amministrazione siamo determinati a farle rispettare». Dante Cardamone
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