Aula consiliare ancora occupata Pietrucci rassicura i lavoratori

Il consigliere regionale: serve un nuovo bando che tenga conto della clausola sociale negli appalti Sono 24 gli operai della cooperativa Satic che rischiano di andare a casa, tra loro anche disabili
SULMONA. Ritirare in autotutela il bando di affidamento della guardiania e rifarne un altro dove inserire la clausola sociale in maniera obbligatoria. Questa la proposta del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, ieri in città per illustrare ai lavoratori delle cooperative, che da una settimana occupato l’aula consiliare del Comune, la nuova legge regionale a sua firma che impone l’obbligo per gli enti locali di prevedere nelle gare d’appalto il riassorbimento dei lavoratori nei passaggi tra le diverse ditte. La nuova norma, però, è stata pubblicata da qualche giorno e il bando perso dalla Satic per il servizio di guardiania è antecedente. «Convocherò un tavolo regionale tra le parti», ha detto Pietrucci ai lavoratori, «per trovare una soluzione. Potrebbe essere quella della revoca del bando in regime di autotutela, da parte del Comune, per farne un altro alla luce della mia legge che impone il rispetto della clausola sociale in tutti gli appalti degli enti pubblici. Anche perché in questo caso parliamo di persone per le quali una diversa ricollocazione sarebbe cosa non facile». Sono 24 i lavoratori della Satic che rischiano il posto di lavoro tra appalti scaduti, proroghe e gare che tardano ad arrivare. La cooperativa, nata nel 2006 dall’unione di ex lavoratori socialmente utili, ha al suo interno un 30 per cento di dipendenti con disabilità. «Contatterò anche l’assessore regionale Andrea Gerosolimo», ha aggiunto Pietrucci, accompagnato dall’ex assessore provinciale Teresa Nannarone e dai sindacalisti della Cgil Umberto Trasatti, Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone, che hanno già chiesto un incontro urgente al sindaco Annamaria Casini (con la quale poi Pietrucci ha comunque parlato). Con loro c’era anche Luigi Antonetti della Filcams Cgil, che poche ore prima aveva chiuso l’incontro in prefettura per l’appalto di pulizia con un mancato accordo. «L’appalto è stato ridotto del 60% e la Coop 2001 che gestisce il servizio per conto del Comune aspetta la liquidazione delle fatture da gennaio per un importo totale di 28 mila euro», ha spiegato il sindacalista. «Una mancanza di liquidità che aveva portato l’azienda ad aprire le procedure del licenziamento collettivo, che ora noi abbiamo impugnato e che speriamo possano essere sostituite dagli ammortizzatori sociali». Intanto, il servizio è ripreso ma le ore giornaliere di lavoro sono diminuite, passando dalle oltre 4 all’1 e 40. «Sarà impossibile pulire gli stessi spazi in così poche ore», ha aggiunto Antonetti, «per questo abbiamo confermato lo stato di agitazione». Preoccupati, più che agitati, restano anche i lavoratori della Satic, alla settima notte di occupazione dell’aula consiliare.
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