Aule al gelo, terzo giorno di sciopero

Trecento ragazzi saltano le lezioni al Classico. L’ira dei genitori contro la Provincia
AVEZZANO. Aule ancora fredde al Classico e gli studenti si rifiutano di entrare. A tre giorni dalla ripresa delle lezioni nelle altre scuole, dopo le festività natalizie, il problema del Torlonia non trova soluzione. Sotto accusa finisce la Provincia e in particolare il consigliere delegato Gianluca Alfonsi che aveva garantito un rapido intervento. Tanto che ieri è dovuto intervenire direttamente il presidente Angelo Caruso. Lunedì il primo sciopero. Martedì la metà dei ragazzi aveva deciso di non entrare. Ieri tutti i 300 allievi hanno scelto di astenersi dalle lezioni. Non sono mancate proteste da parte dei genitori. «Le temperature erano migliorate, ma di poco: stavamo sui 16 gradi. È il terzo giorno che ci troviamo in questa condizione», ha spiegato il rappresentante d’istituto Samuele Felli, «chiediamo un’accensione anticipata dei termosifoni alla Provincia, perché farlo solo il giorno prima della ripresa delle lezioni, dopo le festività, è chiaro che non risolve il problema». Per tre giorni i ragazzi hanno dovuto scegliere se entrare in classe continuando a indossare cappotto e sciarpa, o se restare fuori e tornare a casa saltando le lezioni. Ieri il problema riscontrato è stato nuovamente segnalato all’Ente competente che ha provveduto ad ampliare l’orario di accensione del sistema di riscaldamento nella speranza che oggi la situazione sia più confortevole. «Al classico Torlonia di Avezzano oggi (ieri per chi legge, ndc) l’impianto di riscaldamento è stato acceso per 13 ore», è la risposta del presidente Caruso, costretto a intervenire in prima persona dopo tre giorni di nulla di fatto, «è stato inoltre disposto il controllo quotidiano del tecnico sulla temperatura al fine di prorogare l’accensione fino a fine settimana». (e.b.)
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