Aumenta il numero dei contagi: 44 i casi registrati in città

AVEZZANO. Contagiati da coronavirus a quota 44 in città (3 domiciliati ad Avezzano, ma residenti in altri centri). Continua a crescere, quindi, il numero delle persone contagiate, mentre 24 sono in...
AVEZZANO. Contagiati da coronavirus a quota 44 in città (3 domiciliati ad Avezzano, ma residenti in altri centri). Continua a crescere, quindi, il numero delle persone contagiate, mentre 24 sono in sorveglianza attiva e 5 in passiva. Restano 2, invece, le persone decedute dall’inizio dell’emergenza sfociata in una pandemia. Il trend del contagio, abbastanza contenuto in città, ha subìto una brusca impennata dopo una serie di casi collegati a una famiglia rom. Sfonda quota 100, intanto, il numero delle persone fuori regola pizzicate dalla polizia locale nel corso dei controlli del territorio scattati l’11 di marzo, quando il governo ha emanato le restrizioni dei movimenti per arginare il contagio da Covid 19: le sanzioni sono arrivate a quota 60, mentre il numero delle persone denunciate in Procura dagli agenti coordinati dal comandante, Luca Montanari, è salito a 44. In quanto ai controlli negli esercizi commerciali, in un caso è scattata la denuncia, in un altro la sanzione con chiusura. Oltre duemila, per la precisione 2.228, le persone sottoposte ai controlli degli agenti che operano a ciclo continuo dall’inizio dell’emergenza. Ben 198 le pattuglie schierate su strada. Sul fronte dei controlli anti-furbetti del coronavirus, quindi, la polizia locale mantiene alta la guardia. L’emergenza, infatti, è tutt’altro che superata. E per tornare sul versante di contagiati da Covid 19, invece, il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, su input del responsabile della Protezione civile regionale, Silvio Liberatore, dopo una prima e vana verifica sulle proprietà comunali, ha firmato un avviso pubblico rivolto ai privati per la ricerca di una struttura idonea per le “quarantene” post-ricovero dei contagiati da coronavirus.
L’obiettivo è quello di consentire la quarantena post-ricovero in una struttura in loco (per chi non può tornare nella propria abitazione) per limitare l’impatto psicologico che il trasferimento lontano dal territorio e dai propri cari potrebbe avere sulle persone già provate. Ma anche per ridurre gli elevati costi di gestione. Passerotti, quindi, ha allargato il campo di ricerca di una struttura idonea verso i privati, ricorrendo per l’appunto allo strumento dell’avviso pubblico. Il tutto confidando in una positiva risposta. (m.s.)
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