Aumentano i contagi tra medici e infermieri

27 Dicembre 2020

Dai dati della Cgil in provincia si registrano 287 casi di infortunio da Covid E Marinangeli avverte: «Necessario un atteggiamento improntato sul rigore»

L’AQUILA. Un solo caso positivo in città, registrato il giorno di Natale. La diffusione del virus mostra evidenti segnali di rallentamento, ma l’ospedale San Salvatore è in piena attività per il Covid e nel reparto di Terapia intensiva ci sono 7 pazienti. Sono ancora tanti, per il primario Franco Marinangeli, che sottolinea: «C’è poco da festeggiare, il mio pensiero va ai malati e alle loro famiglie».
Consegnato, intanto, il progetto per il potenziamento del reparto, con sei nuovi posti letto ad alto contenuto tecnologico, finanziato con 700mila euro dall’Ance L’Aquila, dalla Fondazione Carispaq e dalle associazioni L’Aquila per la Vita e Vado. E la Cgil rende noto che sono aumentate in maniera esponenziale, in provincia dell’Aquila, le denunce di infortunio sul lavoro legate al coronavirus.
IL MONITO DI MARINANGELI. Con la prima parte delle festività natalizie ormai alle spalle, il primario di Rianimazione e Terapia intensiva si augura che «la situazione possa cambiare per il nuovo anno. Ma nonostante ci siano segnali positivi, dovuti all’istituzione della zona rossa di cui sono stato un grande sostenitore», osserva Marinangeli, «dobbiamo continuare ad avere un atteggiamento improntato sul rigore, sul rispetto del distanziamento e sull’uso dei dispositivi di sicurezza. L’arrivo dei vaccini ci porterà ad avere più speranze, ma non si deve mai dimenticare che abbiamo a che fare con una malattia devastante, anche dal punto di vista psicologico, non solo per chi la supera, ma pure per i familiari». Per quanto riguarda la variante inglese del virus, arrivata anche in Abruzzo, Marinangeli ritiene che «non pare essere più cattiva dell’attuale, ma sembra più contagiosa. Quindi, un motivo in più per non abbassare la guardia».
POTENZIAMENTO
TERAPIA INTENSIVA. A proposito della realizzazione di 6 nuovi posti letto, Marinangeli, che è presidente del Comitato di garanzia Finanziatori e rappresentante dell’associazione Vado, sottolinea che «uno degli obiettivi del progetto è quello di migliorare l’umanizzazione delle cure e dei percorsi assistenziali, consentendo, per quanto possibile, la vicinanza dei familiari ai pazienti attraverso la predisposizione di un’idonea area colloquio e l’uso di strumenti di comunicazione informatizzata anche per malati intubati o tracheostomizzati».
Per il presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri, «l’iniziativa vuole contribuire a migliorare la ricettività ospedaliera della provincia dell’Aquila in un momento in cui la pandemia da Covid 19 ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale». Il presidente di L'Aquila per la Vita Giorgio Paravano ha ricordato che «la onlus è da sempre vicina ai pazienti e agli operatori del sistema sanitario e a tutto il personale del San Salvatore e lo è ancor di più in questo momento di grave emergenza», mentre il presidente dell’Ance L’Aquila Adolfo Cicchetti ha affermato che «questo progetto dimostra la capacità delle istituzioni del territorio di creare sinergia per il bene comune, con spirito di squadra e senso di comunità».
INFORTUNI SUL LAVORO. I dati sulle denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 aggiornati al 30 novembre confermano la portata dell’epidemia che ha investito l'Abruzzo. Nello specifico sono stati denunciati 1.491 infortuni. Il dato che colpisce è che, rispetto alla rilevazione della variazione ottobre-novembre, l’aumento dei casi in provincia dell’Aquila è pari al 222,5%, attestandosi a un totale di 287 casi. «Considerato che il 75,3% delle denunce riguarda il settore sanità e assistenza sociale», dichiarano il segretario provinciale della Cgil Francesco Marrelli e il direttore del patronato Dario Angelucci, «è chiara la misura del sacrificio di medici, infermieri, tecnici, operatori socio sanitari e amministrativi, in alcuni casi precari, che hanno prestato la propria opera al servizio della comunità. Ovviamente in ambiente sanitario ci si ammala diffusamente anche in misura proporzionale a quello che accade nella società e il numero dei casi registrati in provincia dell’Aquila non è affatto indifferente, se è vero che un cittadino su 30 ha contratto il virus. Resta da capire se questa vicenda potesse essere o meno ridimensionata, visto che nella prima ondata della pandemia i numeri del contagio erano piuttosto contenuti».
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