Aumentano i poveri alla mensa Caritas

26 Settembre 2017

Dai 500 ospiti del 2011 ai duemila del 2016: coppie senza lavoro, pensionati e stranieri. Spina inaugura i nuovi locali

SULMONA. Pareti colorate, sedie gialle e tavoli nuovi. Nuovo look per la mensa diocesana della Caritas. Uno degli ultimi interventi pianificati dal vescovo Angelo Spina, prima del trasferimento nell’arcidiocesi di Ancona-Osimo, è stato proprio quello di creare un refettorio molto familiare, con un’ambientazione quasi domestica. Così sono stati sostituiti i vecchi tavoli marroni da complementi d’arredo più moderni e sedie con sedute gialle, a riporto delle pareti. Il nuovo ambiente, a misura di famiglia, ospita ogni giorno una trentina di persone, accudite dai volontari con un sorriso discreto e un fare molto professionale e accogliente. Sono più di 30 i pasti caldi serviti ogni giorno dalla mensa della Caritas, aperta tutti i giorni a pranzo, in via di Porta Romana. Tra gli ospiti abituali ci sono soprattutto persone della zona, che vivono in una condizione di disagio sociale non essendo abili al lavoro, o che lo hanno perso negli ultimi anni o non lo hanno mai trovato.
«Prendersi cura di una persona e darle dignità, non è solo fornire un bene o un aiuto, ma anche inserirla in un ambiente gradevole, pulito, bello», interviene il direttore diacono Giovanni Cruciani, alla guida della Caritas diocesana dallo scorso 23 giugno. Monsignor Spina ha voluto salutare gli ospiti uno per uno, ricordando come «quelle mura continueranno a essere la casa comune per tutti coloro che, nella necessità e nel bisogno, lo chiederanno».
Nella mensa diocesana viene servito gratuitamente un pasto caldo e abbondante; si accede attraverso un permesso, che viene rilasciato al Centro di ascolto diocesano. Una particolare attenzione viene prestata al cibo: si tiene conto, infatti, delle abitudini alimentari degli ospiti, nel rispetto della loro tradizione religiosa. In considerazione della presenza di musulmani, per esempio, non vengono mai serviti carne di maiale, né vino. Il servizio è garantito da una quindicina di volontari, che a titolo gratuito offrono il loro tempo libero per accogliere ed ascoltare le persone in difficoltà. Dalle statistiche della mensa diocesana, è possibile tracciare l'identikit dei nuovi poveri del Centro Abruzzo. Dal 2011 il numero dei cosiddetti nuovi poveri è quadruplicato, raggiungendo i 2.000 assistiti, 1.500 in più rispetto all'anno precedente. Erano, infatti, 500 nel 2010, 300 nel 2009 e 188 nel 2008. La gran parte di queste persone è di Sulmona ed entra nella mensa passando dall’ingresso posteriore del Vescovado, per discrezione; ma non mancano gli stranieri, soprattutto i romeni, che rappresentano in città una delle comunità più numerose. Gli assistiti sono soprattutto sposati, giovani coppie o famiglie in cui uno dei componenti ha perso il lavoro, ma anche pensionati soli.
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