Aumentano le quote per 6mila agricoltori e al Consorzio è crisi

Manovra da 500mila euro per coprire i danni della siccità Tre membri dell’esecutivo: via il presidente Di Berardino
AVEZZANO. Crisi al Consorzio di bonifica della Marsica. Nell’ultima riunione, tre dei cinque componenti dell’esecutivo (Deputazione amministrativa) – Mario Mancini, Fabrizio Malizia e Dario Bonaldi – prima della lettura del verbale della seduta precedente, si dichiarano contrari ai punti inseriti all’ordine del giorno e chiedono le dimissioni del presidente, Gino Di Berardino. Quindi escono dall’aula, facendo mancare il numero legale e costringendo il presidente a dichiarare chiusa la seduta.
Cosa ha spinto i tre amministratori dell’Ente ad assumere una posizione così drastica? Da qualche tempo all’interno del Consorzio il clima è tutt’altro che sereno. Lo si è visto nella seduta del consiglio dei delegati, tenutasi il 7 settembre, convocata dal presidente Di Berardino per approvare un aumento dei contributi a carico dei quasi 6mila consorziati per 500mila euro, al fine di coprire i maggiori oneri derivanti dalla siccità. I quattro consiglieri della minoranza e tre della maggioranza avevano annunciato voto contrario, ma alla fine è prevalso il senso di responsabilità e si sono astenuti. Così la delibera è passata. L’argomento avrebbe dovuto essere perfezionato dall’esecutivo nella seduta di lunedì. All’ordine del giorno però il presidente aveva inserito anche l’approvazione del contratto di lavoro integrativo dei dipendenti (una decina). È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
«Abbiamo studiato le carte», afferma Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, «e non c’è alcun obbligo di stipulare un contratto integrativo. È noto che i dipendenti dei Consorzi sono coperti da un contratto nazionale generosissimo, di gran lunga più vantaggioso di quello dei dipendenti dell’agricoltura e dell’agroindustria».
A seguito dell’esito della seduta dell’esecutivo, il collegio dei revisori, composto da Domenica Di Iorio, Felicia Mazzocchi e Domenica Camaioni, temendo le conseguenza che il mancato introito dei 500mila euro avrebbe sull’esercizio finanziario 2017, ha chiesto che venga convocato con urgenza il consiglio dei delegati.
Abbiamo contattato il presidente del Consorzio, Di Berardino, per avere un commento su quanto è accaduto, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Che accadrà ora? Di Berardino farà un passo indietro, oppure i dissidenti rientreranno nei ranghi e la maggioranza verrà ricomposta? La crisi che si è aperta, e tutti sono d’accordo, va risolta in fretta. Non si può lasciare il Consorzio senza una governance, data la sua importanza. Gli agricoltori del Fucino, ai quali quest’anno la siccità ha arrecato danni per circa 100 milioni e che tribolano per combattere le malattie che attaccano le colture, debbono poter contare un Consorzio operativo, in grado di dare risposte alle loro esigenze. Che è poi il fine per il quale nel 1997 la Regione l’ha istituito. Il consiglio del Consorzio è costituito da 12 delegati: otto sono in rappresentanza delle associazioni di categoria, quattro sono stati nominati dalla Regione. Consiglio che è chiamato a risolvere la crisi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

