«Aumentare le borse di studio»: mobilitazione degli universitari

19 Giugno 2022

I componenti dell’Udu chiedono la convocazione urgente della conferenza Regione-Università Asse regionale con Teramo, Chieti e Pescara e appello all’assessore Quaresimale: «Fate presto»

L’AQUILA. «Dev’essere convocata urgentemente la Conferenza Regione/Università (Cru) per aumentare il numero e gli importi delle borse di studio». A lanciare l’appello all’assessore regionale all’istruzione, Pietro Quaresimale, sono gli studenti dell’Udu (Unione degli universitari) dell’Aquila e di Teramo, insieme a quelli dell’associazione 360 Gradi di Chieti e Pescara.
«Il nuovo decreto ministeriale interviene con importanti novità sul fronte delle borse di studio per gli universitari, aumentando soglie Isee (fino 24.335,11 euro), importi (oltre 900 euro per studenti fuorisede, 700 per i pendolari, 500 per studenti in sede) e intervenendo anche sui requisiti di merito, resi più rispondenti ai percorsi didattici introducendo le percentuali. Tutto allo scopo di aumentare il sostegno dello Stato nel diritto allo studio universitario, mediante i fondi Pnrr, visto che si è finalmente riconosciuto che in Italia il problema c’è: molte studentesse e studenti non possono proseguire gli studi all’Università perché non ne hanno le possibilità economiche», denunciano le associazioni. «A queste e altre novità incluse nel decreto, si aggiungono le nostre proposte come coordinamento regionale sull’attuale piano di indirizzo regionale che impedisce a molte studentesse e studenti di trasferirsi da un corso di laurea a un altro, pena la perdita della borsa di studio». C’è bisogno urgente, secondo i giovani, prima dell’uscita dei bandi Adsu a luglio, di convocare la Conferenza Regione/Università, l’organo deputato a modificare il piano di indirizzo regionale per il diritto allo studio. «Oltre che bisogno, impellente, quest’anno c’è un vero e proprio obbligo: l’articolo 117 della Costituzione stabilisce che è lo Stato nazionale ad avere competenza sui livelli minimi in materia di diritto allo studio», spiegano gli studenti. «Questo vuol dire che se lo Stato ha fissato dei nuovi minimi, tutte le Regioni hanno l’obbligo di adeguare la propria normativa ai nuovi standard. Chiediamo quindi urgentemente la convocazione della Cru per tutelare i diritti delle studentesse e degli studenti che hanno scelto, scelgono e sceglieranno di studiare in Abruzzo».