Aumenti retributivi, vertenza per mille persone

L’AQUILA. «Equiparare le retribuzioni di tutti i dipendenti del Comune dell’Aquila e dei Comuni del cratere sismico». Ad aprire una mega-vertenza che coinvolge circa 1000 lavoratori, è la Confsal,...
L’AQUILA. «Equiparare le retribuzioni di tutti i dipendenti del Comune dell’Aquila e dei Comuni del cratere sismico». Ad aprire una mega-vertenza che coinvolge circa 1000 lavoratori, è la Confsal, che in questa battaglia chiede il sostegno degli altri sindacati e dei parlamentari abruzzesi. Non è sfuggito, al segretario generale Fabio Frullo, un passaggio del decreto Catania, che prevede un contributo straordinario di 10 milioni per il sisma dell’Aquila del 2009: all’articolo 18 si stabilisce che gli stipendi dei 78 dipendenti degli ex Utr, gli Uffici territoriali per la ricostruzione chiusi nel 2017 e il cui personale è transitato in Usra (Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila) e Usrc (Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere), verranno equiparati a quelli percepiti dai dipendenti della presidenza del consiglio dei ministri. Si parla di aumenti sostanziosi, calcolati tra i 900 e i 1000 euro netti all’anno. Analogo provvedimento ha già riguardato i 100 dipendenti assunti dal ministero delle Infrastrutture, nell’ambito del cosiddetto concorsone per la ricostruzione del 2011, in cui vennero assunte 300 persone. Da questo secondo passaggio, restano esclusi i 128 vincitori Ripam assegnati al Comune dell’Aquila e i 50 con contratti a tempo determinato selezionati con il successivo concorsino. «Se l’articolo 18 del decreto Catania non verrà emendato», ha spiegato Frullo, «tra qualche giorno si verificherà una situazione paradossale e iniqua: nella stessa stanza, con lo stesso tipo di contratto e le stesse mansioni e qualifiche, si troveranno a lavorare dipendenti di serie A e dipendenti di serie B, con gravi disparità di trattamento economico. Una situazione inaccettabile». Ma il sindacato non si ferma qui: «Riteniamo che l’equiparazione delle retribuzioni», ha sottolineato Frullo, «spetti anche ai dipendenti storici del Comune dell’Aquila e degli altri Comuni del cratere, che ogni giorno forniscono il loro contributo indispensabile al processo di ricostruzione. In tutto, stiamo parlando di 600 lavoratori all’Aquila e 400 negli altri comuni. La politica non può restare indifferente. Si può intervenire subito con un emendamento da presentare in sede di conversione del decreto. Se non ci saranno i tempi tecnici, ci rivolgeremo al giudice del lavoro. Nell’attuale stesura», ha concluso Frullo, «non viene rispettato il principio di equità».

