autismo, pareri a confronto

di AUGUSTO PARIS* Mai come in questi ultimi mesi si è parlato e si è scritto dei vaccini e del fatto che è diminuito il numero di bambini vaccinati, della necessità di vaccinarli e della possibilità...
di AUGUSTO PARIS*
Mai come in questi ultimi mesi si è parlato e si è scritto dei vaccini e del fatto che è diminuito il numero di bambini vaccinati, della necessità di vaccinarli e della possibilità che alcuni vaccini possano causare Adhd (attention deficit hiperactivity disorder) e sindromi dello spettro autistico. Al riguardo si sono create due posizioni contrapposte: “vaccini sì” e “vaccini no” e il contrasto è tale che ha spinto gli organi sanitari a imporre l'esecuzione dei vaccini prima di poter iscrivere il bambino a scuola. Mi sento in dovere di tornare di nuovo sull’argomento. Nella mia pluriennale esperienza di neuropediatra ho constatato i vantaggi indubbi di alcuni vaccini e ho fatto la conoscenza con l’autismo già nel 1966: in quell’epoca sui libri di neuropsichiatria infantile lo spazio dedicato alla definizione di autismo era non più di tre righe, descritto nei suoi sintomi da pochi anni dallo psichiatra austriaco Kanner. Nel corso degli anni ho visto il numero di bambini autistici e con Adhd aumentare in maniera preoccupante sino ad ipotizzare nei prossimi anni un bambino autistico in ogni classe.
Nel 2013 in Italia si è registrato il più basso tasso di vaccinazioni obbligatorie degli ultimi anni e tutto questo dovuto al timore provocato dalla cattiva informazione che i vaccini, in particolare il vaccino triplo (morbillo, rosolia e parotite) possano provocare le sindromi suddette. Io penso di essere uno dei medici che ha visto più bambini con queste patologie non solo in Italia ma anche negli Usa e, soprattutto negli ultimi anni, in Albania, e sento di poter affermare che nella gran parte dei casi, in particolare per la sindrome autistica, la diagnosi viene fatta nel 2° anno di vita, spesso quindi in collegamento temporale con la vaccinazione tripla; quindi diventa plausibile che i genitori temano che tale patologia sia associata ai vaccini. Pur non essendo tali vaccini la causa di tali patologie è anche vero che possono rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso in soggetti già geneticamente predisposti.
Il patrimonio genetico, nel suo Dna, può aver subìto modifiche chimiche da parte dell’ambiente. L’epigenetica, che studia queste modifiche, ci dice quanto determinanti in negativo possono essere le emozioni stressanti della gestante, i farmaci, lo stesso cibo assunto dalla madre, il parto cesareo, e dopo la nascita i farmaci assunti dal bambino, soprattutto antibiotici, cortisonici (spesso evitabili), antinfiammatori e antiacidi. Quanto esposto mira a sostenere, e lo faccio con forza, che è possibile porre un freno all’aumento di bambini con sindrome autistica e Adhd. Le cause di queste patologie, come già detto, vanno rintracciate secondo me già nel corso della gravidanza e alla fine i vaccini possono dare il colpo di grazia alle cellule grigie del cervello: in particolare, secondo le ultime teorie, sarebbero i neuroni specchio (mirror neurons) i più coinvolti. I colleghi preposti alle vaccinazioni conoscono perfettamente le controindicazioni alle stesse; tuttavia, dopo aver fatto un’attenta anamnesi, dovrebbe. ro procrastinare alcuni vaccini per i bambini il cui sistema nervoso centrale ha già subìto uno stress ossidativo da accumulo di radicali liberi, magari somministrando anche degli antiossidanti. Genitori, ginecologi, pediatri, nutrizionisti devono essere i principali attori di questo dramma che è l’autismo, per poter determinare un finale diverso.
(*pediatra)
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