Auto blu, l’udienza slitta a gennaio
Rinviata la decisione sulle accuse a Di Pangrazio per i viaggi
AVEZZANO. Ennesimo capitolo nella vicenda giudiziaria sulle auto blu che vede imputato il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio. Il processo è stato aggiornato a gennaio. Il primo cittadino è accusato di aver utilizzato la macchina di servizio, nel periodo in cui era dirigente della Provincia, per esigenze non dettate dall’attività amministrativa. In particolare, all’attenzione dei giudici sono finiti cinque viaggi per una spesa totale di 600 euro. Sono stati ascoltati testimoni, ma nonostante Di Pangrazio continui a chiedere di accelerare i tempi per la sentenza, convinto di andare incontro all'assoluzione, il processo sembra andare verso la prescrizione dei reati. Alcuni mesi fa c'è stata la richiesta di ricusazione del giudice Alessandra Ilari, presidente del collegio. Questo perché il magistrato si sarebbe pronunciato, durante l’udienza, «manifestando un evidente orientamento verso la colpevolezza degli imputati».
La richiesta, dunque, era stata accolta. Il sindaco è stato ascoltato a gennaio quando, nel corso dell’udienza nel tribunale dell’Aquila, ha sottolineato di aver rispettato le norme previste dal regolamento che vigeva all’epoca dei fatti contestati. Ha spiegato che in quelle situazioni era consentito l’utilizzo dell’auto di rappresentanza. Di Pangrazio, in sostanza, ha precisato di aver agito seguendo le regole, fornendo prove documentali e indicando testimoni per giustificare i viaggi. In quell’occasione il primo cittadino ha dichiarato di aver rinunciato, durante il suo incarico dirigenziale, a circa 60mila euro di indennizzo. In riferimento alle accuse il sindaco ha ribadito che il regolamento a cui ha fatto riferimento era stato approvato dal consiglio e ritenuto legittimo dal Coreco e consentiva l’uso dell’auto blu. L'udienza è stata aggiornata a gennaio. (p.g.)
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