Auto bruciata, due giovani sotto torchio

15 Luglio 2022

Per gli investigatori sono stati loro ad appiccare il fuoco su indicazione della donna sotto inchiesta

SULMONA. Sarebbero persone molto vicine all’indagata, gli altri due giovani finiti nel mirino dei carabinieri perché sospettati di essere coinvolti nell’incendio divampato nella notte tra il primo e il 2 luglio in via XXV Aprile quando un’auto, una Fiat 500L rossa, di proprietà di una donna del posto, è stata data alle fiamme. Secondo gli investigatori sarebbero stati proprio i due giovani ad appiccare il fuoco all’auto su sollecitazione e indicazione della donna indagata, residente nello stesso quartiere della vittima. Nei giorni precedenti all’atto incendiario, l’indagata avrebbe avuto un diverbio con la proprietaria dell’auto andata a fuoco, nel punto vendita dove quest’ultima lavora. Un particolare che sarebbe emerso dal riscontro di alcune testimonianze raccolte dai carabinieri che nei giorni scorsi hanno effettuato anche una perquisizione domiciliare a casa della sospettata, nel corso della quale è stato sequestrato un telefono cellulare. In questi giorni gli investigatori si sono messi al lavoro analizzando il telefonino e i messaggi in esso contenuti dai quali sarebbe emerso il coinvolgimento degli altri due giovani legati sentimentalmente, uno dei quali molto vicino all’indagata. E non è escluso che già dalle prossime ore, anche i loro nomi potrebbero finire ufficialmente sul libro degli indagati. Nel frattempo i residenti della zona tra via Cappuccini, via Avezzano e via XXV Aprile dove negli ultimi anni una sessantina di auto sono state date alle fiamme, hanno consegnato una petizione al sindaco in cui chiedono provvedimenti urgenti per avere più sicurezza nel loro quartiere. (c.l.)
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