Auto bruciata, salgono a tre i sospettati

Sono due familiari della donna indagata: decisivo un filmato, traditi dalla maglia indossata e sequestrata nell’abitazione
SULMONA. Si stringe il cerchio attorno due familiari della persona che al momento risulta come unica indagata nell’incendio doloso che la notte del 2 luglio scorso ha distrutto una Fiat 500L acquistata solo pochi mesi prima da una donna residente nel quartiere. Tutto ruoterebbe attorno a una maglia molto particolare, indossata quella notte, da una delle due persone che hanno materialmente appiccato il fuoco all’auto andata poi distrutta dalle fiamme. Una maglia simile a quella sequestrata dalla polizia a una parente molto stretta dell’indagata, nel corso della perquisizione domiciliare effettuata a casa della donna dopo la denuncia presentata in commissariato dalla vittima alla quale era stata incendiata l’auto. Secondo alcune indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi, la donna al momento indagata risulterebbe organizzatrice e mandante dell’atto doloso che sarebbe stato portato a termine dalla congiunta in collaborazione con il fidanzato. E questo risulterebbe dalle immagini registrate quella sera da una telecamere installata su un balcone privato di una palazzina Ater che confina con quella dove era stata parcheggiata l’auto data alle fiamme. Insomma il cerchio si starebbe stringendo attorno a tre persone e nei prossimi giorni la polizia dovrebbe fare dei passi ufficiali in tal senso. Tutto avrebbe avuto origine da una discussione che la proprietaria dell’auto avrebbe avuto con una conoscente la quale, dopo essersi recata nel supermercato dove lavora la sua rivale, l’avrebbe minacciata pesantemente davanti a testimoni: “Te la faccio pagare”, “Stai attenta” e “Ho visto che hai la macchina nuova, te la faccio bruciare”. Frasi e fatti che sarebbero contenuti nella denuncia che la proprietaria dell’auto ha depositato nei giorni seguenti l’atto incendiario negli uffici del commissariato. Anche se per il difensore dell’indagata, l’avvocato Alessandro Margiotta, non vi sarebbe «alcuna prova che dimostrerebbe la colpevolezza» della sua assistita. E proprio dopo l’ultima auto andata a fuoco che oltre 100 residenti nella famigerata zona dove negli ultimi anni sono state incendiate una sessantina di mezzi, hanno firmato una petizione che hanno consegnato nelle mani del sindaco. Nella petizione i residenti chiedono interventi immediati a tutela del quartiere. In particolare chiedono la pulizia dell’area posteriore agli edifici Ater, invasa da erbacce e alberi di alto fusto; individuare un’area parcheggio; dislocare i mastelli della raccolta differenziata all’esterno dell’isolato; posizionare le bocchette antincendio in tutti i fabbricati e, soprattutto, istallare nella zona una quindicina di telecamere per tenere sotto controllo sia i residenti che le altre persone che transitano nel famigerato quadrilatero tra via XXV Aprile, Via Cappuccini e via Avezzano.

