Auto bruciate, il consiglio dà la solidarietà al sindaco

Sala gremita per la seduta straordinaria convocata dopo l’incendio in via Veneto Mercoledì manifestazione davanti al Comune, appello per la chiusura dei negozi
TAGLIACOZZO. «Vicinanza umana e piena solidarietà al sindaco Maurizio Di Marco Testa, a sua moglie Gabriella e alla figlia Ilaria».
È questo il senso del documento sottoscritto ieri mattina nel consiglio comunale straordinario indetto dal presidente del consiglio comunale Paolo Rapo, a Tagliacozzo, per riferire dell’incendio che la notte tra giovedì e venerdì ha distrutto le tre auto della famiglia di Di Marco Testa. In un’aula gremita di pubblico, tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, hanno sottoscritto l’atto dopo aver votato all’unanimità l’unico punto all’ordine del giorno: la solidarietà al sindaco. Tra gli altri, sono intervenuti i sindaci Lucilla Lilli (Cappadocia), Francesco Ciciotti (Capistrello) e Mauro Tordone (Balsorano), oltre ai consiglieri regionali Lorenzo Berardinetti, Maurizio Di Nicola e Gianluca Ranieri. I vigili del fuoco del distaccamento di Avezzano hanno presentato la relazione in Procura, in cui è stato accertato solo che a prendere fuoco per prima è stata l’auto in uso alla moglie del sindaco e che le fiamme sono partite dalla parte anteriore, dove si trova il motore. Nessun innesco è stato trovato nemmeno dai carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila che sul posto in cui c’è stato l’incendio hanno prelevato dei campioni di materiali, che saranno analizzati dai Ris di Roma. Nonostante gli inquirenti al momento non escludano ancora nessuna pista, nel consiglio comunale, come scritto anche nel documento approvato, si è parlato della «natura probabilmente dolosa dell’accaduto», che ha sconvolto la serenità della città dell’Obelisco. Il consigliere Berardinetti ha parlato nelle vesti di sindaco di Sante Marie, sottolineando «come la stampa sia sempre a caccia dello scandalo» mentre il collega Di Nicola ha parlato di Tagliacozzo come «terra di confine che potrebbe essere appetibile alla malavita che con un atto intimidatorio avrebbe potuto avere intenzione di voler portare il sindaco nelle fila dell’illegalità». Tutti i presenti alla seduta hanno espresso fiducia nel lavoro dei carabinieri che, a fine indagine, porteranno luce su quanto accaduto. Il sindaco Lilli ha lanciato un appello alla prefettura, richiamando l’attenzione sul recente omicidio alla Piccola Svizzera, sul furto al bancomat di via Roma e sull’incendio delle auto. «Chiediamo che non vengano risparmiate risorse», ha detto, «per agevolare il lavoro degli inquirenti, che sia in termini di uomini per rafforzare la caserma dei carabinieri o nell’impiego di tecnologie avanzate».
Alla fine la parola è passata al sindaco Di Marco Testa che con la voce rotta e le lacrime agli occhi ha detto: «Hanno tolto la serenità alla mia famiglia». E facendo riferimento alla vicenda legata alla recente inchiesta che lo vede indagato insieme ad altri amministratori comunali oltre che a professionisti locali, ha lanciato un appello: «Chiedo alle massime eccellenze di guardia di finanza, carabinieri e polizia di venire pure a setacciare questo Comune, in modo da cancellare ogni ombra sulla mia vita». In chiusura è stata annunciata la manifestazione che si terrà mercoledì, alle 11, davanti al Comune, in cui si chiede ai negozianti di tenere le serrande abbassate e di non lavorare.
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