Auto contro capriolo, paga la Regione

Incidente nella zona di Fontecchio, automobilista ottiene quattromila euro di risarcimento danni
L’AQUILA. Investe Bambi con la macchina, la Regione paga. «La responsabilità del sinistro per cui è causa è da attribuire alla Regione Abruzzo».
Una sentenza del giudice di pace dell’Aquila ha condannato la Regione Abruzzo a risarcire quattromila euro, oltre agli interessi dalla domanda al saldo del pagamento, e mille euro di spese legali, nei confronti di una donna di 70 anni che si trovava al volante di un’auto al momento dell’impatto con l’animale selvatico. I fatti oggetto della causa – il procedimento si è concluso nel giro di un anno – risalgono al 2017. La donna aveva citato la Regione per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla propria auto a seguito dell’incidente avvenuto lungo la strada regionale 261 in direzione di Fontecchio.
L’animale era sbucato improvvisamente sulla carreggiata, «fuoriuscendo con un salto dalla boscaglia che costeggia la strada». Scrive il giudice che «l’impatto era inevitabile, atteso che l’animale sbucava dalla vegetazione saltando direttamente sull’autovettura e malgrado l’attrice procedeva nel pieno rispetto dei limiti di velocità, mantenendola in ragione delle circostanze di tempo e di luogo».
La donna, assistita dall’avvocato Amedeo Ciuffetelli, ha ritenuto responsabile la Regione «non avendo la stessa adottato nessuna politica di controllo, prevenzione e adeguata gestione della fauna selvatica nonostante il verificarsi di numerosi incidenti simili nella zona».
La Regione ha eccepito che le funzioni amministrative di tutela e gestione fossero in capo alle Province, spettando solo a loro la liquidazione e il risarcimento dei danni provocati da fauna selvatica. Il giudice, accogliendo la domanda dell’automobilista, ha riconosciuto, conformemente ai pronunciamenti della Cassazione, che le Regioni devono emanare norme relative alla gestione e alla tutela della fauna selvatica e sono dunque responsabili di danni arrecati a terzi. «I poteri di gestione, tutela e controllo si affiancano, ma in posizione sovraordinata, a quelli riconosciuti alla Provincia in materia di caccia e protezione faunistica».
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