Auto distrutta dal vento, rimborso negato

30 Marzo 2019

Il Comune: «Fu un evento apocalittico». Proprietario furibondo: «Caso assurdo, pericoloso precedente»

AVEZZANO. Era il 29 ottobre 2018. Raffiche di vento e pioggia sferzavano la Marsica. In via XX Settembre ad Avezzano un noce di svariati quintali s’abbatteva su un’auto in sosta. Un danno di 8.500 euro, come da preventivo del carrozziere. Chi paga? Non il Comune, intenzionato a non sborsare un centesimo. Visto che l’evento climatico era talmente eccezionale, «apocalittico» secondo alcuni giornali locali, da «non poter essere ascrivibile all’Ente». È la sintesi della risposta che il dirigente della polizia locale, Luca Montanari, ha fornito a un esterrefatto Roberto Lisciani, proprietario dell’auto, e al suo difensore, l’avvocato Berardino Terra. Quel giorno, sempre secondo il Comune, l’allerta della Protezione civile era stata innalzata dal livello arancione al rosso. «L’intensità della perturbazione, di forza superiore alla media», sostiene Montanari, «è un evento imprevedibile e inevitabile, un caso fortuito e nessuna colpa può essere addebitata all’amministrazione, esulata dall’obbligo dell’indennizzo per la sua eccezionalità». Inoltre, stando alla relazione della polizia locale, intervenuta sul luogo dell’incidente, la pianta era in condizioni statiche normali. Risposte che hanno mandato su tutte le furie Lisciani. «Non solo la mia Renault Scenic è da rottamare», sottolinea l’uomo, «mi sono visto sbattere anche la porta in faccia dal Comune. Questa mia vicenda apre un pericoloso precedente, perché al di là del risarcimento negato ci sono diversi aspetti da valutare. A cominciare dal fatto che quello che è accaduto a me potrebbe capitare ad altri. Il Comune ha voluto mettere le mani avanti parlando di evento eccezionale e citando addirittura alcuni titoli di giornale. C’era l’allerta rossa, ma quel giorno non dovevo andare a lavorare? In via XX Settembre solo quella pianta è caduta, l’altra vicina, guarda caso, venne tagliata pochi giorni dopo l’incidente. Il danno fa male, la beffa ancor di più». (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .