Automobilista nel fiume, paga la Provincia

30 Giugno 2019

Un 49enne di Montesilvano rischiò di annegare. Il giudice: «Scarsa sicurezza dei guard rail, violati gli obblighi di protezione» 

PRATOLA PELIGNA. A causa di un malore perde il controllo della sua auto e finisce nel fiume Sagittario. Si salva per miracolo dopo l’intervento dei vigili del fuoco che lo aiutano a uscire dall’abitacolo del veicolo con l’aiuto di una scala. Ma la sua auto subisce danni per oltre 13mila euro. A distanza di 5 anni dall’incidente, il tribunale di Sulmona ha condannato la Provincia dell’Aquila al risarcimento nei confronti dell’automobilista perché, secondo il giudice Daniela D’Ambrosio, la strada non era adeguatamente protetta da guard rail. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella emessa dal tribunale di Sulmona che ha ritenuto legittimo il ricorso presentato da un automobilista di Montesilvano difeso nel procedimento giudiziario dagli avvocati Emilio Sulli e Silvia Giulianini, entrambi del Foro di Pescara. La vicenda fa riferimento all’8 marzo di cinque anni fa quando F.C.D.A., 49 anni, originario di Sulmona ma residente a Montesilvano, era appena uscito dal casello autostradale e aveva imboccato la strada per raggiungere Roccaraso. Percorse alcune centinaia di metri prima di avere il malore che gli ha fatto perdere il controllo dell’auto finita prima fuori strada e poi nelle fredde acque del fiume Sagittario. L’uomo si è salvato grazie alla prontezza di riflessi e dopo essere uscito dal finestrino è riuscito a salire sul tettuccio della sua Volvo station wagon e a restare lì in equilibrio fino all’arrivo dei vigili del fuoco che lo hanno salvato. Scampato il pericolo, il 49enne ha iniziato la sua battaglia giudiziaria contro la Provincia dell’Aquila gestore di quel tratto di strada ritenuto poco sicuro. Il giudice, a seguito dell’istruttoria svolta, ha riconosciuto la responsabilità della Provincia dell'Aquila per «violazione degli obblighi di protezione adeguati agli standard di sicurezza» e ha condannato l’Ente al risarcimento del danno e delle spese legali in favore di F.C.D.A..
«In poche parole», spiegano gli avvocati Sulli e Giulianini, «è stato accertato che gli attuali dispositivi di protezione non sono conformi alla legge o comunque non sufficientemente adeguati a evitare situazioni di pericolo quale il fatto denunciato. Se le barriere di protezione nel tratto di strada dove c’è l’intersezione con il fiume Sagittario fossero state adeguate e conformi agli standard di sicurezza determinati dalla legge, il veicolo non sarebbe mai precipitato nel fiume».
Oltre al pagamento delle spese legali, il giudice del tribunale di Sulmona ha riconosciuto all’automobilista un risarcimento di 10.800 euro più interessi legali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA