Autostrade, rincari tra 80 giorni I sindaci a Draghi: «Basta silenzi»

13 Aprile 2022

Cento rappresentanti istituzionali di Abruzzo e Lazio scrivono al premier. Nuova manifestazione «Quattro anni senza soluzioni, il primo luglio e lo spettro degli aumenti del 34% sono dietro l’angolo»

CARSOLI. Gli oltre cento sindaci di Abruzzo e Lazio si appellano al premier Mario Draghi e si preparano a manifestare di nuovo per bloccare gli aumenti delle tariffe delle autostrade A24 e A25. Sono passati tre mesi e mezzo da quando il concessionario Strada dei Parchi, a fine 2021, ha deciso di bloccare il rincaro del 34,75% dei pedaggi autostradali. Una scelta legata alla volontà di spronare il governo e spingerlo ad accelerare sull’approvazione del Piano economico finanziario (consentirebbe i lavori di adeguamento calmierando le tariffe). Che cosa è cambiato dal primo gennaio? Nulla. E tra 80 giorni scattano gli aumenti. Per questo i sindaci hanno deciso di rivolgersi al presidente del consiglio dei ministri.
COSA CHIEDONO I SINDACI
La lettera con la richiesta di un intervento immediato è stata inviata dal Comitato dei sindaci, guidato dal primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, al presidente Mario Draghi e per conoscenza al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Roberto Garofoli, al capo dipartimento del Cipess, Marco Leonardi, e ai presidenti di Regione, Marco Marsilio (Abruzzo) e Nicola Zingaretti (Lazio). «Siamo impegnati da oltre quattro anni nella battaglia contro il caro pedaggi e per la sicurezza dell’autostrada dei parchi», hanno evidenziato i sindaci a Draghi, «con grande rammarico siamo costretti a constatare, ancora una volta, l’immobilità totale nella gestione di una questione di vitale importanza per i cittadini e i territori che rappresentiamo». I primi cittadini hanno fatto notare che sono diverse le situazioni di stallo come «la mancata approvazione del Pef: dall’anno 2013 attende di essere rinnovato. Il non decidere è un privilegio di pochi, sicuramente non dei sindaci che quotidianamente amministrano assumendosi ogni genere di responsabilità: è un lusso che non possono permettersi. Il primo luglio è alle porte e con esso lo spettro di un nuovo aumento. Quattro anni non sono stati sufficienti per trovare una via d’uscita definitiva: solo soluzioni tampone dell’ultimo minuto. L’incapacità decisionale e di controllo, inevitabilmente, ha determinato la totale assenza di programmazione e di investimenti per la messa in sicurezza di una arteria strategica qual è l’autostrada. Gli eventi degli ultimi giorni ne sono la testimonianza (il riferimento è alla frana, ndc)».
L’ultimatum
I sindaci già avevano chiesto a gran voce al ministro Giovannini di accelerare le operazioni di approvazione del Piano economico e finanziario (Pef) grazie al quale ci sarebbe un investimento di oltre 5 miliardi di euro per modernizzare e mettere in sicurezza A24 e A25. I primi cittadini dicono a Draghi che «non sono più disposti a tollerare ulteriori ritardi decisionali nonché soluzioni che danneggerebbero ulteriormente territori dal fragile tessuto sociale e produttivo, zone interne e periferiche dell’Italia centrale già duramente colpita da tragici eventi sismici e da sempre in lotta contro lo spopolamento, l’impoverimento delle famiglie e l’arretramento della competitività delle imprese. Chiediamo un ennesimo confronto istituzionale che porti a una soluzione definitiva: i territori di Abruzzo e Lazio meritano rispetto». I sindaci hanno annunciato che prima del 23 aprile ci sarà una nuova manifestazione, attualmente in fase organizzativa. L’ultima volta hanno presidiato alcuni caselli autostradali distribuendo volantini ad autotrasportatori e automobilisti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA