Autovelox di Bussi Contro le multe partono nuovi ricorsi

L’avvocato pescarese Ciccone: non coincide la posizione dello strumento tra avviso del Comune e contravvenzione
L’AQUILA. Dopo quelle stabilite nell’incontro a Pescara tra i prefetti del capoluogo adriatico e quello dell’Aquila, insieme a sindaci e tenici, si apre un’altra strada alle contestazioni per l’autovelox killer lungo la strada Statale 153, all’altezza di Bussi.
Il famigerato strumento che controlla il limite di velocità a 70 km/h finora, dal 3 giugno 2019, ha mietuto migliaia di vittime tra gli automobilisti: da chi ha superato il limite di 7-8 chilometri orari, a chi andava più veloce, anche fino a 120 km/h. Le multe vanno da un minimo di 59,90 euro a circa 200 euro. Secondo alcune stime, nelle casse comunali dovrebbero entrare poco meno di 4 milioni di euro.
Ma molto probabilmente così non sarà, perché dopo che il prefetto di Pescara, Gerardina Basilicata, nell’incontro di mercoledì ha presentato la relazione – da lei commissionata – della polstrada di Pescara, nella quale si stabilisce che in direzione L’Aquila-Bussi non c’è una segnaletica adeguata per l’autovelox, c’è un altro punto sul quale si sta basando l’avvocato pescarese Antonio Ciccone: «Nell’avviso pubblico emesso dal Comune di Bussi, datato 3 giugno 2019, si avvertono gli automobilisti che è stato collocato un autovelox al km 3+770. Ma tutte le multe riportano una dicitura diversa», spiega il legale pescarese, «dove il km indicato per l’infrazione è 3+780. Sono dieci metri che dal punto di vista del diritto cambiano tutto. Perché se il Comune dice che l’autovelox è posizionato in un certo punto, non può sanzionare in un altro. Quindi le multe sono illegittime, così come la decurtazione dei punti».
E a quest’ultimo proposito, ci sono persone che, costrette a percorrere più volte quel tratto di strada, per lavoro o per cure sanitarie, hanno accumulato molti punti decurtati ed è arrivato il ritiro della patente. Naturalmente caso sono stati presentati i ricorsi.
Ma come e a chi rivolgersi?
«Per rimanere nell’ambito prettamente amministrativo, ho presentato già cinque ricorsi al prefetto di Pescara, la dottoressa Basilicata. In questo caso il rappresentante del governo si limita ad annullare le multe e a restituire i punti sulla patente. Ma c’è anche la possibilità di fare ricorso direttamente al giudice di pace. E in quel caso, oltre all’annullamento delle multe e alla restituzione dei punti, ci sono anche gli addebiti delle spese legali a carico del Comune di Bussi», spiega l’avvocato Ciccone.
E in tutto questo, c’è attesa per il parere del Cov, il Comitato operativo per la viabilità provinciale, al quale il prefetto Basilicata ha sottoposto il caso. Il Comitato dovrà decidere se è legittimo il posizionamento dell’autovelox. Il caso è stato sollevato ufficialmente dal sindaco di Navelli, Paolo Federico, che ha partecipato alla riunione di mercoledì, indetta dai prefetti Basilicata e Cinzia Torraco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

