Avellani: «La mia ricetta contro la destra»

Primo intervento del neosegretario del Pd : «Serve radicalità per ricostruire un ponte con la città»
L’AQUILA. «Abbiamo un compito importante, che non è soltanto quello di eleggere un segretario ma, innanzitutto, di scrivere insieme una storia nuova, di riscoprirci comunità politica che vuole essere intelligenza collettiva, sanando le fratture che si sono prodotte in questi anni»: è con queste parole che Nello Avellani ha esordito da segretario dell’Unione comunale del Partito democratico dell’Aquila. Avellani, giornalista, eletto per acclamazione al congresso con la mozione “Insieme. Per L’Aquila di domani”, succede a Emanuela Di Giovambattista.
«Il Pd nasce dall’incontro di una pluralità di culture del riformismo italiano e da una pluralità di esperienze politiche maturate sui territori: salvaguardare questo pluralismo è la sfida che dobbiamo vincere, a livello nazionale e locale, senza rinunciare, però, a una linea politica chiara, coerente e che sia comprensibile alle persone», ha detto nel suo intervento, continuando: «Per costruire un’alternativa alla destra che governa la città dell’Aquila, così come la Regione e il Paese bisogna avere il coraggio di assumere scelte e visioni radicali, che non significa radicalismo ma radicalità, nell’opposizione alle politiche che quotidianamente la destra impone alla comunità e nella proposta di una visione di futuro altra, capace di parlare di lavoro stabile e ben retribuito, precondizione per uno sviluppo sostenibile dei territori, di migliore qualità della vita per tutte e tutti, di tutela dei diritti sociali e civili, di cura dell’ambiente». E ancora: «L’Aquila, in questi anni, è diventata un laboratorio politico per la destra: ecco perché, qui più che altrove, il Pd deve sentire la responsabilità di proporre un’alternativa. Ragionando sugli errori commessi, sulla progressiva chiusura del partito su sé stesso, sulle occasioni mancate di confronto con la città, è stato avviato un percorso costituente di apertura e di rinnovamento che ha provato a ricostruire un ponte tra le energie che ci sono già dentro il Pd e quelle che si sono mobilitate fuori dalla politica partitica. È un percorso difficile, appena iniziato, lontano dall’essere compiuto. Ma è l’unica via possibile, e che dovremo perseguire con ancora maggiore forza e passione nei prossimi anni».

