Aveva un chilo di marijuana sottoterra

Operazione dei carabinieri: il giovane sorpreso con lo stupefacente in un zona boscosa di Gignano. Oggi dal giudice
L’AQUILA. Un altro duro colpo allo spaccio di droga è stato inferto dai carabinieri. E anche qui la considerazione è sempre la stessa: in città gira tanta droga e la criminalità straniera si è sostituita a quella locale. Ma le forze dell’ordine stanno vigilando con buoni risultati.
Due giorni fa, infatti, i militari hanno bloccato un giovane albanese, L.M., trovato in possesso di circa un chilogrammo di marijuana. Il giovane è stato fermato nelle campagne della frazione di Gignano dopo che aveva dissotterrato lo stupefacente.
L’uomo è finito in carcere. La cancelleria del tribunale ha fissato al convalida del fermo di polizia giudiziaria per questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari, Guendalina Buccella, e il pm Guido Cocco. L’interrogatorio, se lo straniero vorrà rispondere, si farà alle Costarelle e il sospettato sarà assistito dall’avvocato Mauro Ceci.
Sono molte le cose da chiarire. Prima di tutto da dove arrivava quella droga e chi fossero i destinatari e, soprattutto, i complici.
Non è la prima volta, in tempi più o meno recenti, che gli investigatori si imbattono in persone prese dopo aver disotterrato droga. Nello scorso mese di maggio, infatti, due pusher sono stati sorpresi in prossimità di un rudere, ubicato sulla statale 584 località Genzano di Sassa, mentre dissotterravano 8 panetti di hascisc per un peso complessivo di circa 800 grammi.
Nel corso della perquisizione effettuata presso il domicilio di uno dei due arrestati fu rinvenuta e sequestrata una somma di circa mille euro, frutto dell’attività di illecita vendita di sostanza stupefacente.
Il blitz dei militari dell’Arma è coevo a sette arresti fatti dalla polizia. In proposito si sta aspettando che il giudice per le indagini preliminari Mario Cervellino fissi gli interrogatori di garanzia ma ha ancora tempo per comunicare la data.
Gli arrestati, sette uomini di nazionalità marocchina e un macedone, avevano messo su una banda dedita allo spaccio sull'Aquila e Avezzano. Le indagini delle forze dell'ordine, partite nel 2016 in seguito al sequestro di una modica quantità di sostanza, hanno certificato 77 episodi di cessione di stupefacente, per un giro d'affari di circa diecimila euro.
Tutti i marocchini sono ai domiciliari: Rachid Bensaikouk (26 anni), residente all’Aquila; Edouar Yassir (33), domiciliato ad Avezzano; Abderrazzak Stoutou (31) domiciliato all’Aquila; Abedelmouniim Stauat (32) domiciliato all’Aquila; Tarik Jabani (32) domiciliato a Celano; Hicham Ouguantar (37) e Noureddine Kharsas (40) residente ad Avezzano; mentre Kujtim Mustafi, macedone (22) domiciliato all’Aquila, è sottoposto solo all’obbligo di dimora.
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