Aveva un etto di cocaina 23enne resta ai domiciliari
Pratola, l’albanese teneva nascosta la droga in una cassetta degli attrezzi L’operazione dei carabinieri aveva già portato all’arresto di un altro spacciatore
PRATOLA PELIGNA. Ha scelto di non parlare. Davanti al gip Marco Billi che gli chiedeva spiegazioni sulla droga che i carabinieri gli hanno trovato in casa, Leonard Peqini, 23enne di origini albanesi, assistito dall’avvocato Alessandro Margiotta, è rimasto muto avvalendosi della facoltà di non rispondere.
E il giudice dopo aver convalidato l’arresto, ha confermato per il 23enne la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il giovane, residente da tempo a Pratola Peligna, è stato trovato con oltre un etto di cocaina purissima che aveva nascosto in una scatola degli attrezzi nello scantinato del palazzo di via della Schiavonia dove abita. Droga che avrebbe consentito il confezionamento di oltre 200 dosi che sarebbero state pronte per essere smerciate sul mercato.
Quello di Peqini è stato il secondo arresto a Pratola in tre giorni, dopo l’operazione antidroga condotta lo scorso fine settimana nel palazzo di via Valle Madonna considerato la centrale dello spaccio in Valle Peligna. A finire in manette un 30enne anch’egli di origini albanesi, come l’altro giovane sottoposto ai domiciliari dallo scorso novembre sempre nel palazzo ex Itis di via Valle Madonna. Operazioni condotte dalla compagnia dei carabinieri di Popoli in collaborazione con quella di Sulmona. Un brillante lavoro della stazione di Pratola Peligna, che si è avvalsa anche delle unità cinofile antidroga di Chieti.
«Le operazioni e gli arresti di Pratola sono state un importante risultato conseguito grazie all’azione corale e alla forte sinergia info-investigativa che c’è tra la compagnia di Popoli e quella di Sulmona» ha sottolineato con soddisfazione il capitano Antonio Di Cristofaro, che guida la compagnia dei carabinieri di Popoli. (c.l.)
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