Avezzano: abito troppo stretto, la sposa chiede i danni

Il vestito è stato cambiato a poche ore dalle nozze, lo stilista davanti al giudice
AVEZZANO. Un matrimonio da incubo finisce davanti al giudice di pace di Avezzano. La sposa, costretta a saltare anche l’appuntamento dalla parrucchiera nel tentativo di rimediare l’abito a poche ore dalle nozze, ha chiesto un risarcimento dei danni (circa 2mila euro), oltre al rimborso del vestito (altri 1.900 euro), a un atelier della provincia.
Questi i fatti ricostruiti ieri mattina in aula. La cerimonia per una donna marsicana era in programma all’inizio di luglio dell’anno scorso. Sei mesi prima la donna aveva prenotato l’abito, versando un acconto di 700 euro (il saldo venne pagato nel giugno 2017). Doveva essere un vestito taglia 46, con modifiche da apportare nelle scollature anteriore e posteriore. Tra la cliente e la titolare del negozio c’era stato uno scambio di messaggi sugli accorgimenti da fare. Ma nelle prove successive erano iniziati a emergere delle problematiche, stando a quanto riportato dalla denunciante assistita dall’avvocato Federica Federici. I grossolani errori commessi dallo stilista dell’atelier venivano alla luce nella circostanza in cui, a pochi giorni dal matrimonio, veniva chiesto durante una prova abito, per la prima volta, di sedere su una sedia per valutare il vestito in quella posizione e solo in quel momento la donna, accompagnata da madre e suocera, si rendeva conto di essere totalmente impossibilitata a star seduta, in quanto il vestito era decisamente ancora troppo stretto. Inoltre, lo scollo posteriore lasciava intravedere parte del fondoschiena. Una situazione disperata, a detta della denunciante. La titolare del negozio avrebbe continuato a rassicurare la sposa, fino alle 19.15 del giorno prima del matrimonio quando proponeva un cambio d’abito. E quindi ulteriori prove, per le quali la donna ha lamentato di avere perso diversi appuntamenti, compreso quello dalla parrucchiera. «Alle 3.30 della notte prima del matrimonio ho dovuto sistemare i capelli da sola», ha raccontato.
Il nuovo abito, consegnato a mezzanotte del giorno tanto atteso, «aveva talmente tanti difetti che più persone, durante la cerimonia, chiedevano alla sposa, sempre molto attenta al proprio aspetto fisico, se si trovasse in stato di gravidanza». (r.rs.)
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