Avezzano, capi macellati abusivamente, controlli della Forestale

21 Novembre 2015

In corso perquisizioni negli allevamenti marsicani, in Lazio e Umbria. Si sospetta che gli allevatori dichiarassero falsamente lo smarrimento dei capi per poi macellarli e venderli al mercato nero

AVEZZANO. Centinaia di capi macellati e poi venduti abusivamente fingendo lo smarrimento durante il periodo invernale. E' questa l'ipotesi di reato su cui stanno lavorando dalle prime ore del mattino, con una serie di perquisizione su tutto il territorio, gli uomini della Forestale del Coordinamento territoriale per l'ambiente e di sorveglianza del Parco oltre a quelli del  Comando regionale. Dieci perquisizioni sono state eseguite  nei comuni del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise e in altri territorio, in particolare zone del Lazio, come Isola Liri, e Umbria. L'accusa è di diffusione di malattie, macellazione clandestina e adulterazione di sostanze alimentari. Il Corpo forestale dello Stato, tramite riscontri investigativi e tramite appostamenti e controlli, ha notato alcune anomalie riguardo allo smarrimento di numerosi copi bovini nel periodo del pascolo in montagna. Allo stesso tempo il mercato della macellazione continuava indisturbato e ciò ha fatto emergere delle incongruenze sulle quantità di carne commercializzata. Otto perquisizioni sono avvenute nella Marsica, altre due nel Lazio e in Umbria. L'operazione è ancora in corso.

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