Avezzano, famiglia disperata: «Ci hanno portato via i figli, aiutateci»

Hanno 15 e 3 anni, i genitori: «È un’ingiustizia». Ma per il tribunale vivono nel disagio: «In casa si fuma senza sosta»
AVEZZANO. Hanno 15 e 3 anni i due minorenni tolti dal giudice a madre e figlia di Avezzano. Due donne disperate, una invalida e su una sedia a rotelle, l’altra disoccupata, che si sentono vittime di un’ingiustizia. Vivono in una casa popolare nella zona nord della città. «Siamo state trattate come delle delinquenti», raccontano, «ma non lo siamo, chiediamo che venga posta fine a questa ingiustizia e vogliamo soltanto riabbracciare i nostri figli. Per questo lanciamo un appello al Comune».
I provvedimenti contestati sono stati adottati dal tribunale per i minorenni dell’Aquila. Per le due donne è stata dichiarata decaduta la responsabilità genitoriale e in entrambi i casi è stato disposto il divieto di contatto. La 15enne è stata affidata ai servizi sociali del Comune e tutore provvisorio è stato nominato il sindaco Gabriele De Angelis. Il bambino di 3 anni, invece, è stato affidato ai nonni paterni. «Ho cresciuto altri tre figli e non riesco a comprendere le ragioni di un simile provvedimento», afferma la donna più anziana, «dopo 15 anni mi è stata tolta una ragazza senza alcuna ragione».
La figlia madre del bimbo di 3 anni evidenzia: «Ho dei messaggi audio in cui il mio bambino chiede di tornare da me. Ho 27 anni e se è vero che mi trovo in una situazione di indigenza è altrettanto sacrosanto il mio appello: il Comune può aiutarmi ad avere una casa e un lavoro».
Gli uffici sociali del Comune, interpellati dal Centro, hanno spiegato che ci si trova di fronte a una gravissima situazione in cui vivevano i minori. Come emerso da una relazione che ha spinto il Tribunale per i minorenni ad adottare il provvedimento. «Le accuse nei nostri confronti sono assurde e false, il nostro avvocato sta preparando un’opposizione al provvedimento», sottolineano le due donne.
Ma quali sono le motivazioni? La 15enne, secondo la relazione, «viveva in un ambiente con scarse condizioni igieniche, in una situazione di disagio e di isolamento dai compagni di scuola e frequentava uomini 30enni». E, ancora: «In famiglia vi è grande confusione di ruoli. L’assistenza domiciliare non ha sortito effetti. Il bambino non veniva più mandato al nido e viveva in un ambiente pieno di fumo in quanto i membri della famiglia fumavano ininterrottamente. Gli veniva dato continuamente il ciuccio intinto nello zucchero per cui ha perso due dentini». E, infine, in un’occasione la 15enne, che era solita «trascorrere intere nottate collegata a internet», «si era chiusa in bagno e si era strappata i capelli» e in un’altra «si era procurata dei tagli su un braccio». Accuse che madre e figlia negano con forza.
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