Avezzano in D, esplode l’entusiasmo

27 Aprile 2015

Pullman scortato dai tifosi e giocatori portati in trionfo. Il sindaco: vietare la trasferta ai supporter è stata un’ingiustizia

AVEZZANO. I cinque minuti più lunghi e difficili della propria storia calcistica i tifosi biancoverdi li ricorderanno a lungo. Quando Michele Bisegna ha calciato la punizione che ha regalato la serie D ad Avezzano è esplosa la festa. Allo stadio dei Marsi, dove il Comune ha allestito il maxi schermo, i tifosi ai quali era stato negato il permesso di poter andare in trasferta all’Aragona di Vasto hanno gridato al miracolo. Che qualcuno ha voluto attribuire alla Madonna di Pietraquaria, patrona della città festeggiata nella serata di ieri con i tradizionali focaracci. Di fronte al sinistro magico di Michele Bisegna qualcuno si è inginocchiato per ringraziare, qualcun altro ha versato una lacrimuccia per stemperare una tensione che era diventata insopportabile. Il ritorno in città, intorno alle 20, con il pulman dei giocatori atteso dai ragazzi della curva Nord all’uscita del casello di Celano e scortato prima davanti all’hotel Salviano e poi fino in piazza Risorgimento. Il presidente Gianni Paris è l’immagine della felicità e della sofferenza allo stesso tempo: «Per superare uno stress del genere mi ci vorranno un po’ di giorni ma sono felicissimo per questo traguardo inseguito per tanto tempo e finalmente raggiunto». È gasato il presidente, che prosegue: «Non ci crederete, ma anche dopo il pareggio della Vastese, non ho perso mai la fiducia ed il gol di Bisegna è stato il degno coronamento di una annata che resterà nella storia». Alessandro Lucarelli, l’allenatore, è sprofondato su una sedia, lo sguardo ancora allucinato di chi ha vissuto il pomeriggio più importante della propria carriera sportiva: «È stata una sofferenza, perché la Vastese non ci ha regalato assolutamente nulla e quindi la soddisfazione è ancora più grande. Ci ho creduto fino all’ultimo secondo ed ora mi voglio godere questo momento magico. Per noi parlano i numeri e quelli dell’Avezzano restano straordinari, perché forse nessuno ci credeva più, quando avevamo otto punti di ritardo». Domenico Vicini, il massaggiatore amico dei giocatori, ricorda una sua previsione: «Dissi che avremmo vinto il campionato quando eravamo terzi in classifica con otto punti di ritardo, e oggi sono felice di aver azzeccato un pronostico che a dicembre sembrava un'utopia». A Vasto era presente anche il sindaco Gianni Di Pangrazio, con una sciarpa biancoverde al collo: «Ho seguito la squadra per dimostrare a chi di dovere che il divieto imposto alla tifoseria era assurdo. In tribuna ho avuto la solidarietà del collega Luciano Lapenna, a conferma che lo sport fatto con passione, è molto più forte di certe prese di posizione che nel nostro caso suonano soltanto come una punizione senza senso». In città i caroselli di auto sono andati avanti a lungo. Clacson e bandiere biancoverdi come non si vedeva da anni. Poi le feste di fronte ai focaracci. Quella più lunga, andata avanti per tutta la notte, allo stadio dei Marsi.

Plinio Olivotto

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