Avezzano, in ospedale dopo il pranzo a base di funghi velenosi

Un 55enne accusa malori e finisce al pronto soccorso dopo aver raccolto la Clitocybe olearia
AVEZZANO. Mangia funghi a pranzo e resta intossicato. Un uomo di 55 anni residente in un paese della Marsica è stato costretto a fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale di Avezzano. Il fungo incriminato è la Clitocybe olearia. Anche se diverse pubblicazioni scientifiche classificano questa specie come velenosa, nella realtà provoca coliche addominali, diarrea diffusa e vomito. Arrivato al pronto soccorso, grazie anche alla consulenza del micologo dell’Asl Stefano Maggi, è stato possibile risalire al fungo incriminato. Materiale fresco è stato trovato anche nella sua abitazione.
Gli altri familiari non hanno subìto conseguenze perché non hanno voluto mangiare i funghi. Scelta saggia. La Clitocybe olearia, volgarmente chiamata fungo dell’olivo, ha un cappello a forma di imbuto abbastanza carnoso, con la superficie di un bel colore arancio. Stando a quanto riferito dal diretto interessato, lo avrebbe scambiato per il Cantharellus cibarius, il famoso galletto.
L’uomo è stato trattenuto in osservazione per 24 ore e le sue condizioni sono migliorate col trascorrere del tempo. I controlli per la prevenzione sono necessari ma non sempre possibili. In tutto il territorio dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila prestano servizio due esperti: uno all’Aquila e l’altro nella Marsica. In quest’ultimo caso è disponibile due sole ore la settimana, per la precisione il lunedì. Questo significa che un cercatore occasionale si trova nell’impossibilità di far determinare il materiale raccolto.
I responsabili dell’Asl, quindi, dovrebbero deliberare la disponibilità del numero delle ore spalmate almeno in due o tre giorni alla settimana, come è avvenuto negli passati. Per questa stagione micologica, invece, per motivi incomprensibili, è stata posta pochissima attenzione a un aspetto della prevenzione importante.
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