Avezzano, perseguita per 10 anni l'ex amico e la sua famiglia: arrestato

19 Agosto 2016

Tossicodipendente e sofferente di disturbi psichici, l'uomo ha minacciato e picchiato l'ex amico che lo aveva allontanato, arrivando a minacciare di morte anche i suoi familiari. Ora è stato rinchiuso in una comunità riabilitativa protetta

AVEZZANO. Dieci anni di aggressioni, minacce e percosse. Subite da un ex amico che, ogni volta che veniva sottoposto a trattamenti obbligatori anche in reparti psichiatrici, una volta dimesso, riprendeva le sue attività persecutorie anche nei confronti dei genitori della sua vittima. Una situazione divenuta insostenibile soprattutto negli ultimi due anni, fino a quando polizia e magistratura non hanno arrestato l'uomo, da ieri pomeriggio finito ai domiciliari in una comunità riabilitativa protetta. Agli arresti domiciliari è finito C.E. di Avezzano. L’uomo, tossicodipendente e sofferente di disturbi psichici, aveva un’ossessione per la vittima, un ex amico che aveva troncato la loro amicizia proprio a causa dei suoi problemi di tossicodipendenza e al quale aveva cagionato lesioni personali a seguito di una serie di percosse. A fare le spese di questa sua ossessione sono stati anche i genitori conviventi di quest’ultimo, in quanto, nella reiterazione dei suoi atti persecutori, C.E. si è  reso responsabile anche dei reati di violazione di domicilio e  porto di oggetti atti ad offendere (coltelli, bastoni, piede di porco), arrivando a scardinare il loro cancello di recinzione per recarsi fuori la porta dell’abitazione a minacciare tutti di morte. Ma il personale della Squadra Volante era intervenuto più volte in passato su richiesta della vittima. La condotta persecutoria di C.E., cominciata al telefono e sui social network  e proseguita con appostamenti e aggressioni verbali e fisiche, si è estrinsecata in un crescendo di atti violenti nel corso di dieci anni, divenendo insostenibile negli ultimi due, e ha ingenerato nelle vittime uno stato ansioso dovuto alla paura per la propria incolumità fisica. L’uomo era già stato sottoposto ad altre misure cautelari personali in strutture sanitarie, ma ad ogni dimissione riprendeva le sue condotte criminose, rifiutando qualsiasi terapia medica; in ragione di questa forte pericolosità sociale, il gip del Tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, ha applicato a C.E. la misura degli arresti domiciliari in una comunità riabilitativa protetta dove sarà obbligato a curarsi.