Avvelenati i cani dell’ex sindaco Palma

11 Gennaio 2020

Utilizzati degli anticrittogamici per l’agricoltura, tre gli animali uccisi: «Un atto vigliacco, escludo il movente politico»

LUCO DEI MARSI. Uccisi senza pietà tre cani da caccia dell’ex sindaco di Luco dei Marsi, Domenico Palma, attuale capo dell’opposizione e già sostituto commissario dell’anticrimine al commissariato di polizia di Avezzano. Si tratta di due segugi italiani e un jack terrier avvelenati all’interno di un terreno di proprietà di Palma che si trova alla periferia del paese.
«Erano circa le 12.30», racconta Palma, «quando sono andato in questo terreno di mia proprietà e ho trovato due cani riversi a terra senza vita, oltre a un terzo ancora in agonia. Per tentare di salvarlo mi sono precipitato nello studio del mio veterinario di fiducia, ma ogni sforzo si è rivelato vano. In seguito agli esami a cui l’animale è stato sottoposto, il medico ha confermato un avvelenamento da anticrittogamici, ovvero sostanze impiegate in agricoltura, probabilmente utilizzati per confezionare bocconi avvelenati».
Un episodio rispetto al quale il consigliere non è riuscito a trovare una spiegazione plausibile. «Non riesco a capire cosa si nasconda dietro questo atto vigliacco perpetrato nei confronti di povere bestie innocenti», prosegue Palma, «non ho sospetti, non ho avuto problemi in alcun contesto e non credo ci siano motivi politici, ma nell’incertezza non escludo nulla». Proprio per far luce sulla vicenda, ieri l’ex sindaco è andato nella stazione dei carabinieri per formalizzare una denuncia contro ignoti. Gli animali avvelenati erano all’interno di tre distinte gabbie, insieme ad altri tre esemplari fortunatamente incolumi, poste a loro volta dentro una proprietà recintata. Elemento che suggerisce l’intenzionalità del vile gesto. «Probabilmente qualcuno si è introdotto nel terreno», conclude il capo dell’opposizione di Luco, «oppure ha gettato i bocconi dal confine».
Circa un mese fa era stato il vicesindaco di Pescina, Tiziano Iulianella, a denunciare l’avvelenamento del pastore abruzzese che faceva la guardia al suo gregge. (r.rs.)
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