Avvelenato Kaos, il cane-eroe

Il pastore tedesco era stato impiegato nei terremoti di Amatrice, Norcia e Campotosto
L’AQUILA. Si chiamava Kaos, aveva tre anni e mezzo. È stato trovato morto ieri, probabilmente avvelenato, nei dintorni di Sant’Eusanio Forconese. E non era un semplice cane. Perché il pastore tedesco Kaos faceva parte del nucleo cinofilo “Pivec rescue dog”.
Kaos, insieme al proprietario-conduttore-amico Fabiano Ettorre, stava lavorando per avere il patentino che a breve sarà indispensabile per poter operare nelle emergenze, sulle macerie di un terremoto, in mezzo alla neve o nei boschi più fitti. «Mi hanno tolto la vita», ha detto Fabiano, che per tutta la giornata di ieri è rimasto chiuso in casa. «Chi ha compiuto questo gesto non si rende conto del male che ha fatto, non solo a me, ma a tutta la comunità». Era stato Kaos, un po’ di tempo fa, a fiutare la traccia di un uomo di cui si erano perse le tracce a Roio. Kaos era intervenuto nella catastrofe di Amatrice, a Norcia, a Popoli alla ricerca di un disperso, e lo scorso anno a Campotosto per soccorrere le popolazioni colpite dal terremoto associato a una grande nevicata. Non era un cane qualunque. Già da cucciolo era stato selezionato per quelle doti di resistenza, adattabilità e fiuto che lo avevano portato a essere uno dei più bravi cani per le emergenze, uno di quegli angeli con la coda che quando serve arrivano per primi dove l’uomo non può arrivare. «Era il più bravo di tutti», racconta Ivan Luisi, che a Paganica non passa giorno senza allenare alle emergenze se stesso e la sua Zoe. «Non sanno quello che hanno fatto», racconta Ettorre, «si accorgeranno del danno che hanno fatto quando avranno bisogno di lui. Lui salvava le vite».
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