Avvocato finisce sotto processo: perseguitava la giovane amante

Il professionista già raggiunto da una misura cautelare (divieto di avvicinamento) lo scorso gennaio Deve rispondere delle accuse di stalking, lesioni e violazione di domicilio. L’uomo nega le accuse
AVEZZANO. Telefonate, pedinamenti, incursioni in casa, minacce, fino all’aggressione. Sono queste le accuse nei confronti di un avvocato marsicano che è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Avezzano, Maria Proia. Deve rispondere dei reati di stalking, lesioni e violazione di domicilio nei confronti di una donna marocchina di 30 anni. Secondo la Procura di Avezzano, il professionista, (omettiamo il nome per tutelare l’identità della parte offesa), 56 anni, residente in un comune fucense, non si era rassegnato alla fine di una relazione sentimentale clandestina che aveva avuto con la ragazza nordafricana e aveva iniziato a pedinarla fino alla sua abitazione, sul posto di lavoro, a perseguitarla con telefonate, fino ad aggredirla e minacciarla di morte. Accuse che il legale marsicano ha sempre respinto, sostenendo che erano solo fantasie della donna. Per tale motivo aveva presentato anche una controdenuncia per diffamazione e calunnia. Le indagini degli agenti del commissariato di Avezzano avevano portato, a gennaio dello scorso anno, a un provvedimento cautelare nei confronti dell’avvocato che consisteva nel divieto di avvicinamento alla giovane e ai luoghi da lei frequentati. Il provvedimento era stato emesso dal gip Daria Lombardi su richiesta del procuratore Maurizio Maria Cerrato ed eseguito dagli agenti della squadra anticrimine di Avezzano. Gli atti persecutori, secondo quanto emerge dalle indagini, sono durati circa un anno. La 30enne, assistita dall’avvocato Mauro Ceci, aveva raccontato che dopo la sua decisione di troncare il rapporto, l’uomo non si era rassegnato. In particolare, secondo il quadro accusatori emerso dagli accertamenti degli inquirenti, il legale marsicano continuava a importunare l’ex fidanzata anche con continue richieste di rapporti sessuali, da lei rifiutati, che avevano generato nella donna uno stato di ansia e paura costante tanto da indurla a richiedere più volte l’intervento della polizia. Tutte accuse da dimostrare in sede processuale. L’udienza è stata fissata per il prossimo 13 gennaio.
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